(Orazio Albanese) Guerra “ibrida”. Dalle nostre parti si dice “voltar el putìn -non Putin! – ne la cuna”. Chi è veneto capisce. Per chi non lo è, significa cambiare versione, quando ci si trova in difficoltà a sostenere una tesi.  Il detto sintetizza quello che sta facendo il maistream, in particolare europeo, per convincere la propria opinione pubblica che la Russia ci vuole invadere.

Tutti sanno benissimo che non è vero. II Cremlino lo ha ripetuto cento volte. Lo dice la logica. Lo conferma la storia. Alla Russia non passa neanche per l’anticamera del cervello di invaderci. Non ne ha bisogno. E’ lo stato più grande del mondo, con tutto quel che serve, con una bassissima densità di popolazione. Non c’è un motivo perché Putin scateni una guerra contro l’Europa.

Hannibal ad portas!

Però all’establishment europeo serve farlo credere.
Gli serve per giustificare il fallimento dell’Ue che non conta niente nel mondo. E’ la tecnica propagandistica usata fin dai tempi degli antichi Romani dell’ -Hannibal ad portas!– che consiste nell’agitare lo spettro di un nemico esterno per creare una coesione artificiale all’interno.
Gli serve per nascondere il fallimento economico delle politiche green che hanno portato alla crisi dell’automotive che per essere salvata va riconvertita i fabbriche di armamenti.
Gli serve per distrarre la popolazione dal risentimento diffuso per le politiche immigratorie che hanno permesso l’invasione di milioni di allogeni e alloglotti provenienti dall’Africa e dall’Asia.

A questo serve la guerra in Ucraina. Che è bene ricordare che è scoppiata nel 2014 a causa dei bombardamenti e delle angherie di Kiev nei confronti delle popolazioni orientali russofone, seguita dall’invasione del 2022, dopo 8 anni di avvertimenti di Mosca, per proteggere i propri fratelli all’interno dei confini ucraini.
Un regalo alla Nato che cecava una scusa per dimostrare quanto la Russia sia pericolosa per la libertà e la democrazia. Come se in Ucraina ci fossero libertà e democrazia.

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Il cuneo

Un’occasione d’oro per il mainstream per costituire un cuneo per tenere separate l’Europa dell’Ovest e quella dell’Est. Per allontanare più possibile quella fusione che è scritta nella geografia.
A questo scopo la Nato e l’Unione Europea hanno inventato il “pericolo russo”.
A questo è servito il sabotaggio del Nordstream, compiuto dall’Ucraina, come poi ammesso, ma subito attribuito alla Russia.
A questo servono i droni “russi” caduti in Polonia o in Lituania, poi rivelatisi ucraini, o i Mig s’avvicinano ‘pericolosamente’ allo spazio aereo ‘occidentale’, o il drone russo che nel cielo della Moldavia ha “sfiorato” l’aereo di Zelensky a 160 chilometri di distanza!

L’invenzione della guerra “ibrida”

Ma una balla la puoi raccontare una, tre, dieci volte. Ma poi il gioco si scopre. Ecco allora l’invenzione della guerra “ibrida”. Una guerra che non è guerra, senza soldati, senza combattimenti, senza morti e feriti. Ma che è comodo chiamarla così per preparare la gente a quella vera, che il mainstream sta cercando in tutti i modi rifarla accettare.

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Ma è difficile. E’ contro ogni logica. E allora ‘voltano el putìn ne la cuna’, per dimostrare che la Russia ci è ostile e da un momento all’altro potremmo trovare i carri armati di Putin in corso Porta Nuova. Ecco allora che se in una grande banca o in una gran de azienda s’incricca il sistema informatico viene annunciato un attacco della guerra “ibrida”. Ecco che se scoprono dei ragazzini esaltati che sulla tastiera del pc inneggiano alla violenza politica ci dicono che siamo di fronte a delle cellule manovrate da Mosca per fare la guerra “ibrida”. Ecco che espressione della guerra “ibrida” sono i partiti di destra, come quello di Vannacci o l’Afd tedesca sono sostenuti da Putin.

Ma a proposito, non dicevano che Putin era ancora comunista?