Gomiero, presidente della Camera Penale: frutto dell’ideologia del riempimento

(Antonella Traina) Non è un’emergenza lontana quella di Montorio. Se ne è parlato ieri sera al Teatro della SS. Trinità, ospite della serata Gianni Alemanno, cui abbiamo dedicato un approfondimento a parte, nell’incontro “L’emergenza negata. La situazione nelle carceri italiane” promosso dall’associazione da cui è nato Futuro Nazionale “Il Mondo al Contrario”.

Il suo presidente, Guido Giacometti, che ha introdotto il convegno affermando «perseguiamo una politica securitaria, siamo per la certezza della pena, per garantire la Polizia Penitenziaria, ma anche per la funzione rieducativa delle carceri, che non significa buonismo, ma va vista in un’ottica quasi opportunistica. Un detenuto, se esce da questa esperienza di vita riabilitato in toto, ha molte meno probabilità di commettere reati e questo è un benificio per tutta la comunità». 

«In ogni politica – ha continuato Giacometti-, anche la più dura dal punto di vista della lotta alla criminalità e della politica carceraria, non va mai dimenticato l’aspetto umano che rispetta la dignità anche di chi delinque.  Come partito – ha concluso – abbiamo un filo rosso che ci lega all’antichità e, in particolare, al concetto di pietas. Terenzio, drammaturgo latino, diceva  “Homo sum nihil humani a me alieno puto” che significa “Come essere umano tutto ciò che attiene all’esperienza umana mi riguarda, anche quelle peggiori”».

WhatsApp Image 2026 10 01 at 17.15.14
Andrea Bacciga

L’apprezzamento di Bacciga per la partecipazione del presidente della Camera Penale

L’avvocato Andrea Bacciga, introducendo il presidente della Camera Penale Stefano Gomiero, ha apprezzato la sua presenza osservando che «questa sera è intervenuto perché crede in questa battaglia, indipendentemente dal fatto che l’evento sia stato organizzato dall’associazione ‘Mondo al Contrario’-  ha spiegato – Qualche altro collega invece avrebbe storto il naso».

Ed effettivamente, ha confermato l’avvocato Foriero, la Camera penale ha ricevuto molte mail e telefonate di protesta da parte di colleghi contrari . Ma non si è scomposto. «Ci hanno accusato di legittimare, indirettamente, il movimento politico del generale Vannacci. Ma la nostra associazione è trasversale. Al nostro interno ci sono professionisti, di destra e  di sinistra, che sono liberi pensatori. Da sempre l’Unione delle Camere penali italiane fa della tutela dei diritti dei carcerati il proprio ministero e su questa linea ci muoviamo».

Stefano Gomiero: carceri ridotte a “discarica sociale”. I penalisti dalla parte degli ultimi

«Noi siamo indistintamente dalla parte degli ultimi. Mentre quest’estate, avvocatura, magistratura dormivano con l’aria condizionata, il carcere continuava a diventare una sorta di discarica sociale”. Ed  elenca dati a livello nazionale. ” I suicidi in carcere sono stati 46 dal gennaio 2026, 80 nel 2025, 90 nel 2024.  Una media di 80 l’anno, da quando si è cominciato a calcolarli. A queste morti si devono aggiungere quelle degli agenti di polizia penitenziaria che sono pure dei reclusi anche se sono liberi».

WhatsApp Image 2026 10 01 at 17.14.33
Stefano Gomiero

L’Italia punita reiteratamente dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per le condizioni in cui fa vivere i carcerati

Ma nessun partito politico parla di carcere perché è un argomento che toglie consensi. «In questo periodo storico fra libertà e sicurezza vince sempre la sicurezza a discapito dei diritti e delle garanzie e del principio, inalienabile e non negoziabile, della dignità». La situazione delle carceri non è compatibile con i principi sanciti nella «carta più bella del mondo», cioè la Costituzione.

Ed enumera gli articoli dove si stabilisce che le pene che non possono contrarie al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, art.27, comma II.
Oppure l’articolo 3 che sancisce il principio di uguaglianza, mentre l’articolo 13, comma IV, dichiara che è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione della libertà.
Gomiero ricorda anche che «lo Stato italiano è punito reiteratamente dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per le condizioni in cui fa vivere i carcerati».

In carcere può finire anche una persona perbene. Un numero esagerato di detenuti in attesa di giudizio 

«Non possiamo pensare che la certezza della pena equivalga alla certezza del carcere – rincara – perchè in stato di detenzione vi è un numero esagerato di persone in attesa di giudizio ma, secondo l’art. 27 del codice penale, siamo tutti presunti innocenti fino alla condanna definitiva».
«Lo Stato non può restituire violenza e una detenzione inumana in cambio dell’offesa ricevuta, né , tantomeno, trasformarsi in carnefice né porsi in una situazione di vendetta». 

«In alcune carceri italiane, come a Firenze, il Gip ha sequestrato diversi bracci dopo aver riscontrato la presenza di topi, blatte, escrementi, cimici, muffe e allagamenti. 

Le condizioni di Montorio

A Montorio non ci sono cose del genere, ma il solo sovraffollamento lede la dignità dei detenuti, costretti a condividere celle di 3 metri per 2 con due o più perone di altre etnie, religione, con le poche cose a disposizione mischiate, accatastate che ingombrano e impediscono il movimento. Mancano bidet e acqua calda. 

Siamo andati in visita ad Agosto, come ogni anno, e abbiamo notato una diffusione massiva di psicofarmaci, detenuti con la pelle che si sfalda, fogne che traboccano ratti nei passaggi a prato, aria irrespirabile non solo per la presenza del plexiglas al posto dei vetri».

Carcere Montorio

Il carcere disumanizza. Anche nel linguaggio. «Le persone – spiega l’avvocato Gomiero- perdono titolo, professione e identità. Tutti vengono chiamati per nome. I detenuti non chiedono: pregano, fanno viva istanza per ottenere qualcosa. Un detenuto non si muove: viene tradotto, condotto, prelevato. Il linguaggio del carcere è il pensiero del carcere».

Ma lo stato investe oltre 3/4 miliardi l’anno in una visone carcerocentrica. E solo 400 milioni vengono investiti in misure alternative.
«Finchè ci sarà questa ideologia del riempimento, le poche persone illuminate, avvocati, magistrati, direttori del carcere, che stanno gettando il cuore oltre l’ostacolo, e cercano di far espiare la pena con misure alternative alla detenzione per abbattere i tassi di recidivanza, saranno coloro che intendono svuotare il mare con un secchiello. Non servirà a nulla».