( Francesca Romana Riello) Scuola, a Verona 400 educatori da 20 Paesi: oltre 400 educatori, insegnanti e pedagogisti provenienti da 20 Paesi si ritroveranno a Verona dal 29 ottobre al 1° novembre per la quinta Biennale internazionale di Convergence(s) pour l’Éducation Nouvelle. Quattro giorni di incontri, laboratori e dibattiti dedicati ai nuovi metodi educativi, tra la Gran Guardia e il Liceo Montanari. È la prima volta che la manifestazione si svolge fuori dal mondo francofono.

Il tema scelto per il 2026 è «Ri-umanizzare l’educazione». Al centro ci saranno il ruolo degli insegnanti nell’epoca dell’intelligenza artificiale, le disuguaglianze sociali e la presenza di studenti con lingue e provenienze diverse. Questioni che riguardano da vicino la scuola di oggi e sulle quali i partecipanti porteranno le proprie esperienze di lavoro.

Scuola, a Verona 400 educatori da 20 Paesi

Educatori: un incontro pubblico alla Gran Guardia

La Biennale si aprirà giovedì 29 ottobre, dalle 17 alle 19, con un incontro gratuito alla Gran Guardia, aperto alla cittadinanza su iscrizione. Si parlerà del rapporto tra educazione e democrazia, ripercorrendo la storia delle pedagogie attive, dalle scuole nuove del Novecento al pensiero di John Dewey e Célestin Freinet.

Durante l’incontro sarà proiettato in anteprima un documentario del regista francese Benoît Labourdette. Il film racconta una scuola in cui sono i bambini a discutere e votare le regole della convivenza, affrontando i conflitti attraverso il confronto. Un esempio concreto di come gli studenti possano partecipare alle decisioni che riguardano la vita scolastica.

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Sessanta laboratori e 22 dibattiti

Da venerdì 30 ottobre a domenica 1° novembre il programma entrerà nel vivo con 60 laboratori, 40 testimonianze e 22 dibattiti. I partecipanti confronteranno metodi e progetti sviluppati nei rispettivi Paesi, con particolare attenzione alle attività già sperimentate nelle scuole.

Tra gli argomenti ci saranno la formazione degli insegnanti di sostegno, l’apprendimento nella natura, il coinvolgimento dei genitori e la prevenzione della violenza di genere. Spazio anche alla matematica, alle materie scientifiche e al plurilinguismo.

«L’obiettivo della Biennale è identificare queste azioni e condividerle», spiega Jean-Luc Cazaillon, portavoce della rete Convergence(s). Le pratiche presentate potranno così essere conosciute e, dove possibile, adattate ad altri contesti educativi.

Una parte delle testimonianze sarà accessibile anche al pubblico venerdì 30 e sabato 31 ottobre, dalle 15 alle 18.45, previa iscrizione.

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La Biennale arriva per la prima volta in Italia

A organizzare l’edizione veronese sono FIT CEMEA, la Federazione Italiana dei Centri di Esercitazione ai Metodi dell’Educazione Attiva, il Movimento di Cooperazione Educativa e il Polo Europeo della Conoscenza dell’Istituto comprensivo di Bosco Chiesanuova, rete che riunisce oltre 4.000 scuole e istituzioni educative.

Convergence(s) coinvolge organizzazioni e movimenti educativi di circa 35 Paesi. Le precedenti edizioni si sono svolte a Poitiers, Bruxelles e Nantes. La scelta di Verona segna quindi una novità nella storia della manifestazione, nata per mettere in contatto insegnanti e formatori che lavorano con metodi basati sulla cooperazione e sul coinvolgimento diretto degli studenti.

Il programma completo e le modalità di iscrizione sono disponibili sul sito biennale2026-convergence.europole.org.

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