Appello unitario delle organizzazioni sindacali dopo gli episodi di minacce, aggressioni e intimidazioni negli istituti: «Servono tutele concrete e risposte tempestive»
La scuola deve essere un luogo di confronto, anche acceso, ma non può diventare teatro di minacce, aggressioni e intimidazioni. È il messaggio lanciato dalle organizzazioni sindacali della scuola della provincia di Verona, che il 21 ottobre hanno diffuso un comunicato unitario per ribadire il valore del dissenso democratico e condannare ogni forma di violenza all’interno degli istituti.
La presa di posizione coinvolge le rappresentanze dei dirigenti scolastici, dei docenti e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Nel documento vengono richiamati diversi fenomeni che interessano la vita scolastica: dalle minacce rivolte agli istituti, anche in forma anonima, alle aggressioni fisiche e verbali contro chi vi lavora, passando per bullismo, cyberbullismo, risse tra studenti, insulti sui social e proteste che sfociano in danneggiamenti o scontri.
Il punto centrale dell’appello è la distinzione tra il diritto di dissentire e il ricorso alla violenza. «La scuola non ha paura del dissenso, anzi lo coltiva», sottolineano i sindacati, ricordando come il confronto in classe, le assemblee studentesche, la protesta pacifica e la critica alle istituzioni siano parte integrante dell’educazione alla cittadinanza. Lo stesso principio, evidenziano, vale per il conflitto sindacale e per le divergenze tra le diverse componenti del mondo scolastico.
Il limite viene superato quando il confronto si trasforma in minaccia, intimidazione, aggressione o umiliazione. Nessuna motivazione, per quanto legittima possa essere, giustifica comportamenti che mettano in pericolo o facciano temere per la propria incolumità studenti e lavoratori. La condanna riguarda tanto le aggressioni nei corridoi quanto gli insulti rivolti agli insegnanti davanti alla classe o nelle chat, le minacce ai dirigenti per decisioni contestate e gli atti contro gli edifici pubblici.
Per le organizzazioni firmatarie, la scuola rappresenta un presidio fondamentale di legalità e formazione, in particolare nelle comunità in cui costituisce uno dei principali luoghi di incontro con le regole condivise e con le istituzioni. Da qui la richiesta di segnalare tempestivamente alle autorità ogni episodio che oltrepassi i confini della legalità e di garantire alle vittime protezione concreta, anche attraverso un adeguato sostegno legale e psicologico.
L’appello si rivolge anche alle istituzioni, chiamate a non lasciare soli gli istituti e a intervenire con ascolto, presenza, risposte rapide e risorse sufficienti per tutelare la sicurezza e il benessere del personale. Allo stesso tempo, i sindacati chiedono che gli studenti coinvolti negli episodi di violenza siano accompagnati con fermezza, senza rinunciare all’attenzione educativa.
A preoccupare è soprattutto il rischio che si diffonda un clima di paura, capace di allontanare gli studenti dalle aule e di rendere difficile per il personale svolgere serenamente il proprio lavoro. Per questo le organizzazioni invitano le famiglie a continuare a mandare i figli a scuola con fiducia e gli studenti a esprimere le proprie opinioni apertamente, attraverso gli strumenti del confronto democratico.
Il documento è sottoscritto da ANIEF, ANP, CISL Scuola, Dirigentiscuola, FLC CGIL, Gilda degli Insegnanti, SNALS Confsal e UIL Scuola RUA di Verona.
