Inaugurata oggi a Villafranca la nuova realtà di abitare condiviso: accoglierà anziani autonomi, giovani con disabilità e madri sole con figli, con l’obiettivo di coniugare indipendenza, sostegno e vita di comunità
Restituire valore a un edificio attraverso un progetto che mette al centro le persone, la loro autonomia e la possibilità di costruire relazioni quotidiane. È l’obiettivo di Corte Gandini, inaugurata oggi a Villafranca, una nuova realtà abitativa che punta a offrire una soluzione a persone con esigenze differenti, mantenendo al centro il diritto di vivere in modo indipendente, con il supporto necessario.
All’inaugurazione erano presenti il sindaco di Villafranca, Roberto Dall’Oca, l’assessore alle Politiche sociali Jessica Cordioli, le assessore regionali Claudia Barbera e Anna Maria Bigon, la sindaca di Povegliano Veronese Roberta Tedeschi, il vicesindaco Maurizio Facincani e il presidente del Consiglio comunale di Villafranca Nicola Terilli.
Martina Venturi, Nicola Novaglia e Piero Grupillo, in rappresentanza di Fondazione Historie hanno spigato il progetto insieme a Marianna Caputo, referente di Corte Gandini per Fondazione Historie, che ha individuato in tre gruppi i principali destinatari dell’iniziativa: anziani autonomi, giovani con disabilità e madri sole con figli. Persone accomunate, pur in situazioni diverse, dalla necessità di trovare un contesto capace di sostenere percorsi di vita indipendenti.

Per gli anziani, l’obiettivo è offrire un’alternativa alla tradizionale casa di riposo, consentendo di continuare a vivere in autonomia. Per i giovani con disabilità, Corte Gandini rappresenta la possibilità di proseguire percorsi di indipendenza già avviati in comunità o attraverso progetti dedicati. Per le madri sole, invece, vuole essere un luogo in cui ritrovare stabilità e ripartire insieme ai propri figli, tornando a progettare il futuro.
«L’autonomia è un diritto di tutti noi, anche delle persone fragili, delle persone anziane e delle donne che si trovano in difficoltà in un determinato momento della loro vita», ha spiegato Caputo. Il progetto nasce dalla consapevolezza che le competenze acquisite nel tempo non sempre si traducono nella possibilità concreta di gestire autonomamente la propria quotidianità.
La domanda da cui prende forma l’iniziativa è semplice: è possibile sentirsi liberi anche quando si ha bisogno di aiuto? La risposta di Corte Gandini è affermativa: l’indipendenza può convivere con un sostegno adeguato, senza rinunciare a uno spazio abitativo personale.
Il modello proposto si ispira alla tradizionale idea della corte, intesa come luogo di incontro e aiuto reciproco. Un tempo era naturale che i vicini si dessero una mano, che una persona anziana si occupasse dei bambini o che qualcuno aiutasse un altro abitante nelle piccole incombenze quotidiane. Corte Gandini intende recuperare questo principio, traducendolo in un progetto strutturato, nel quale la relazione diventa uno degli elementi centrali.
La vita negli appartamenti sarà quindi affiancata da spazi comuni e occasioni di socializzazione, con attività educative e momenti condivisi, dalla visione di un film a una partita a briscola. La partecipazione resterà una scelta individuale: ciascuno potrà gestire i propri tempi e i propri spazi, decidendo liberamente quando prendere parte alla vita collettiva.
A sostenere gli abitanti saranno presenti professionisti e un servizio di portineria, con l’obiettivo di garantire assistenza e accompagnamento senza compromettere l’autonomia personale. Gli appartamenti saranno inoltre dotati di domotica, per favorire sicurezza e tranquillità.
La rete di relazioni dovrà svilupparsi sia all’interno della struttura sia con il territorio, creando occasioni concrete di collaborazione tra persone con bisogni differenti. Un anziano potrà, per esempio, aiutare una madre nella gestione dei figli, mentre altri abitanti potranno offrirsi un sostegno nelle commissioni o nelle attività quotidiane. Piccoli gesti che, se organizzati e accompagnati, possono diventare strumenti di inclusione.
Dal recupero dell’edificio al progetto abitativo
La realizzazione di Corte Gandini è il risultato di un percorso iniziato il 26 maggio 2023, quando i promotori hanno individuato nell’edificio l’opportunità di dare vita a qualcosa di nuovo e utile. Fin dall’inizio, accanto all’idea progettuale, è stata determinante la necessità di costruire un’iniziativa sostenibile anche dal punto di vista economico.
Il percorso ha richiesto un lungo lavoro sul fronte fiscale e amministrativo, con l’accesso al Sismabonus Acquisti e mesi di interlocuzioni per affrontare le procedure legate alle agevolazioni. L’acquisto della struttura è stato concluso il 22 novembre 2024, passaggio che ha permesso di tradurre in un progetto concreto l’idea iniziale di trasformare gli appartamenti in una casa capace di accogliere e mettere in relazione persone diverse.
Accanto agli aspetti tecnici, un ruolo importante è stato riservato alla progettazione degli interni. In collaborazione con Oltretendenza Design sono stati scelti arredi, pavimentazioni, colori e dettagli, con l’intento di coniugare funzionalità e bellezza. Un’attenzione che i promotori considerano parte integrante della filosofia del progetto: anche la qualità degli ambienti può contribuire al benessere di chi li vive.
Alla realizzazione hanno collaborato la ditta costruttrice, rappresentata da Francesco Nobis, e il progettista Andrea Cordioli, ringraziati durante la presentazione per il lavoro condiviso e per il sostegno nelle diverse fasi dell’intervento.
