(Francesca Romana Riello) Vinitaly.USA, 3.000 operatori a New York: al Pier 36, 300 aziende italiane con 2.500 etichette. Distribuzione, acquisti e ristorazione rappresentano il 60% degli accreditati. Oltre 1.690 gli incontri commerciali.

Oltre 3.000 operatori da 20 Stati americani e 40 Paesi: Vinitaly.USA chiude la prima edizione newyorkese con il 36% di presenze in più rispetto all’appuntamento di Chicago del 2025, secondo i dati degli organizzatori. La manifestazione di Veronafiere, alla terza edizione, si è conclusa ieri al Pier 36 con 300 imprese del vino italiano e 2.500 etichette.

Vinitaly.USA, 3.000 operatori a New York

Distribuzione e ristorazione al 60% degli accreditati

Buyer, distributori e operatori del settore alberghiero e della ristorazione rappresentano il 60% degli accreditati. Gli incontri commerciali sono stati più di 1.690, mentre i professionisti dei media presenti sono stati 222.

Quasi 800 top buyer da Stati Uniti, Canada e Messico, circa il 27% del totale degli operatori, sono arrivati grazie al programma di Veronafiere e ITA-Italian Trade Agency, che li hanno selezionati, invitati e ospitati.

Soddisfatto del debutto il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, che cita i riscontri delle aziende espositrici e il lavoro fatto insieme a ITA, ai ministeri dell’Agricoltura, degli Affari esteri e del Turismo e alle rappresentanze del settore.

Vinitaly.USA, 3.000 operatori a New York

Il mercato americano tra nuovi consumi e dazi

«Il mercato americano rimane fondamentale per il vino italiano, ma sta evolvendo rapidamente», ha detto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Sacripante, per cui i risultati danno ragione alla scelta di New York, a partire dal profilo degli operatori e dall’intensità degli incontri commerciali. Con consumatori e concorrenza che cambiano, Veronafiere vuole affiancare agli incontri d’affari strumenti che aiutino le aziende a leggere la domanda.

Per il presidente di ITA, Matteo Zoppas, la presenza di buyer strategici assume particolare rilievo in un momento difficile per il comparto. Zoppas ha richiamato il nuovo assetto del mercato dopo i dazi e la necessità di proseguire il lavoro di ricerca dei buyer con Veronafiere e Vinitaly.

In contemporanea alla fiera si è svolta la tredicesima edizione di wine2wine Vinitaly Business Forum: oltre 20 panel sulla domanda americana, sulle strategie per i diversi mercati statunitensi e sull’enoturismo, con il coordinamento di Vinitaly Tourism.

Vinitaly.USA, 3.000 operatori a New York

OperaWine 2027 e le prossime tappe in Asia

Sempre a New York, Wine Spectator ha annunciato le 150 cantine di OperaWine 2027, in programma il 10 aprile alle Gallerie Mercatali di Verona.

Accanto alle singole aziende, al Pier 36 c’erano le collettive regionali e associative di Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Sardegna e Umbria, l’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna, Italia del Vino e la Cooperativa produttori vitivinicoli di Matelica. Presenti anche i consorzi di Asti Docg, Brunello di Montalcino, Prosecco Doc, Vini dell’Elba, Doc Sicilia, Lugana Doc e Vini delle Venezie Doc.

Ora il calendario internazionale di Vinitaly si sposta in Asia: Hong Kong il 13 e 14 novembre, Shanghai il 4 dicembre, Bangkok il 7 dicembre.

Vinitaly.USA, 3.000 operatori a New York