Agec, ricavi a 60,1 milioni nel 2021. Per le manutenzioni degli immobili investito il 61% in più

E’ stato presentato questa mattina – qui il nostro video – il bilancio 2021 di AGEC, approvato dal CDA la scorsa settimana, l’ultimo per questa gestione che andrà in scadenza col prossimo giugno. Nel 2021 c’è stato un recupero dei ricavi che sono passati  da 54,6 a 60,1 milioni€ (+10% circa): è stato il miglior risultato dell’ultimo triennio superando il livello pre-pandemia. A trainare la ripresa sono stati i settori patrimonio e ristorazione a fronte di una stabilità dei risultati delle farmacie e dell’area cimiteriale.

La forte accelerazione negli investimenti – soprattutto nel settore patrimonio – sommata ai costi per il personale e ad agli oneri  per i servizi aggiuntivi COVID ha comportato un incremento dei costi  da 51,5 a 58,2 milioni€ (+ 13% circa). Di conseguenza, il risultato economico si è attestato a 238mila € a fronte di una decisa accelerazione negli investimenti che AGEC ha avuto nel corso del 2021 per la riqualifica del patrimonio immobiliare gestito per il Comune di Verona e di proprietà.

Il 2021 è stato caratterizzato da una forte accelerazioni sugli investimenti. Si era iniziato l’anno con l’acquisto delle Case Azzolini, un’operazione da 9,5 milioni€ che coinvolge quasi 300 famiglie veronesi, effettuata tutta con mezzi propri senza ricorrere all’indebitamento. Sul capitolo ammodernamenti e ristrutturazione del patrimonio immobiliare AGEC ha messo sul piatto il 61% in più rispetto all’esercizio precedente: 6,1 milioni contro 3,8. Nel dettaglio: per il riatto straordinario degli alloggi, coperture, facciate e centrali termiche la somma di 3,6 milioni a fronte dei 2,4 dell’anno precedente; per i riatti ordinari e la manutenzione 2,5 milioni nel 2021 contro l’1,4 dell’esercizio precedente. Altri investimenti sono stati registrati nell’area cimiteriale che ha garantito con forte impegno la continuità dei servizi soprattutto  durante il periodo pandemico.

Punto qualificante della gestione di questo CDA è il capitolo personale: da un lato si è chiusa l’annosa querelle dei premi integrativi spettanti agli oltre 300 dipendenti arrivati dal Comune assieme alla gestione delle mense; dall’altro, dopo l’arrivo del nuovo DG è stata avviato un processo di riorganizzazione che contempla l’ingresso di nuove figure manageriali per strutturare l’azienda più solidamente ai vertici delle diverse aree di business.  

Il salario accessorio dei collaboratori ex Comune era però il nodo sul quale nel recente passato si era consumata più di una polemica: sulla testa dell’azienda e dei dipendenti pendeva inoltre la spada di Damocle della Corte dei Conti che, in contesto similare, aveva imposto ai dipendenti la restituzione dei premi incassati nel passato. AGEC aveva risposto iscrivendo in bilancio una specifica voce e raggiungendo con la UIL un accordo contrattuale. A distanza di pochi mesi, ci sono i primi risultati: i premi di produzione che verranno pagati a maggio sulla base dell’accordo vedono importi praticamente raddoppiati rispetto a un anno fa.

Sottolinea Maurizio Ascione Ciccarelli, presidente AGEC: «Il merito di questi risultati va al CDA che ha lavorato in maniera davvero coesa e va, soprattutto, ai nostri 519 collaboratori che in un periodo particolarmente difficile hanno garantito il massimo impegno e la più alta professionalità. AGEC ha confermato la sua missione istituzionale e al prossimo  CDA lasciamo un piano già delineato per proseguire nell’ammodernamento del nostro patrimonio: 14,2 milioni dal “Bando Qualità dell’abitare” (case Azzolini e Tombetta), che coinvolgono 272 alloggi; 7,9 milioni dal  “Piano per le città” (6 lotti distinti di abitazioni) per lavori generali che coinvolgono 531 alloggi; 40 milioni (fra lavori da completarsi entro il 2023 e gestione degli immobili fino al 2031) attraverso il “Superbonus” in virtù di  un innovativo meccanismo di partnership pubblico- privato che vede  AGEC  fra le primissime  realtà pubbliche in Italia ad adottare. Anche questo è il segno di un radicale  cambiamento di passo».

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