Auto storiche, la Regione riduca al 25% la tassa di circolazione per le vetture con oltre vent’anno

 “La tassa di circolazione sulle auto e moto storiche ventennali e ultraventennali? Chiediamo alla Regione di ridurla di un ulteriore 25%. Il motorismo storico è cultura, design, tecnica, quindi un emblema della creatività italiana. E genera indotto economico e turistico. Ma è anche un settore oneroso per i proprietari: i veicoli, dal valore commerciale spesso modesto, hanno costi di manutenzione elevati”.

La proposta è dei Consiglieri regionali di Forza Italia Alberto Bozza ed Elisa Venturini, firmatari di uno specifico progetto di legge regionale che oggi è stato illustrato in prima commissione consiliare da Bozza.

Il Pdlr fissa, dal 1 gennaio 2023, la riduzione di un ulteriore 25% della tassa di circolazione regionale per gli autoveicoli e motoveicoli di interesse storico e collezionistico con anzianità di immatricolazione compresa tra i 20 e i 29 anni, se in possesso del certificato di rilevanza storica riportato sulla carta di circolazione.

La Legge di Bilancio 2019 ha già previsto una riduzione del 50% della tassa di circolazione a decorrere dal 1 gennaio 2019, tuttavia la Corte Costituzionale (con sentenza n.122/2019) ha riconosciuto che la Regione nella fattispecie ha facoltà di ampliare la portata dell’agevolazione. Infatti la Lombardia prevede addirittura la totale esenzione dal pagamento del bollo per i veicoli dai 20 ai 29 anni. Lo stesso avviene in Emilia Romagna e nella Provincia autonoma di Trento. 

Bozza e Venturini sottolineano: “I proprietari di auto o moto storiche in genere non sono agiati benestanti, ma persone che per motivi affettivi hanno conservato un bene ereditato, che però ha uno scarso valore commerciale e oneri altissimi. Pensiamo alla manutenzione, ma anche ai costi per ottenere la certificazione di rilevanza storica collezionistica e la successiva annotazione sulla carta di circolazione. Perciò vogliamo evitare che i veicoli di interesse storico e collezionistico vengano radiati, pur conformi alla legge. Sarebbe un depauperamento del settore e un impoverimento anche culturale”.

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