(di Bernardo Pasquali). Il centenario di Cascina Maddalena racconta l’affascinante storia di una famiglia che ha radici profonde nelle argille della Lugana, traghettata da tre fratelli che hanno deciso di condividere il sogno di varie generazioni portandolo a compimento con una cantina di pregio. La famiglia Zordan di Lugana di Sirmione è veronese d’origine, una delle tante che nei primi anni dopo la Prima Guerra Mondiale, si trasferì dalle zone più depresse della pianura veronese per cercare fortuna in questo piccolo paradiso agrario ai piedi del Lago di Garda.

Ho avuto il piacere di conoscere Elisa, Elena e Mattia, quando erano ancora giovanissimi. Con Elisa ricordo la prima volta che sono entrato nella loro corte per assaggiare, nel 2005, i primi vini ottenuti dalle uve di proprietà. Ricordo la sua timidezza e dolcezza nel raccontare i vini di famiglia. Erano intrise di orgoglio e spensieratezza giovanili, in un periodo in cui erano Luciano e Raffaella a dettare i ritmi dell’azienda agricola.

All’opposto di Elisa c’era Elena, il piccolo vulcano di famiglia, per la quale la Lugana e Cascina Maddalena erano tutto ciò per cui valeva la pena sognare. Una vera e propria paladina del suo territorio per il quale si divideva tra la cantina e il consorzio di tutela. Infine ricordo il giovanissimo Mattia di cui le sorelle parlavano sempre benissimo perchè vedevano in lui il vero futuro trascinatore agricolo della proprietà, a cui affidare la gestione dei vigneti e della cantina. Inoltre non posso dimenticare l’accoglienza di mamma e papà, due persone genuine e semplici dedite al lavoro e alla famiglia, instancabili sostenitrici dei sogni dei loro figli.

Argille virtuose su parcelle invidiabili…il segreto di Cascina Maddalena

Quando si discuteva con gli addetti ai lavori e numerosi produttori della Lugana, su quali fossero le terre migliori su cui ottenere delle grandi uve fortemente identitarie per il vino Lugana, molti di essi convenivano che alcune parcelle della famiglia Zordan erano “invidiabili”. I quattro ettari che circondano Cascina Maddalena poggiano infatti sulle antiche argille rilasciate dall’enorme morena glaciale che divenne Lago di Garda al suo scioglimento. Sono le zone intermedie dove l’argilla è pura ed è mista a sali minerali disciolti facilmente assimilabili dalla linfa della vigna.

Qui a Cascina Maddalena le prime vigne di Trebbiano si insediarono e trovarono conforto; un luogo ideale dove affondare le radici e cambiare addirittura fenotipia per diventare un qualcosa di unico: il Turbiana come lo conosciamo oggi. Sono terre dove l’argilla ottenuta dal dissolvimento delle rocce sgretolate a partire dall’alto Lago di Garda, depositate sulle prime pianure a ridosso delle colline moreniche del basso Garda, si sono poi rimescolate con le sabbie detritiche più a ridosso delle sponde lacustri.

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Identità e franchezza nei vini di Mattia, Elena ed Elisa

Sin dall’inizio delle mie prime degustazioni ho sempre trovato tutta la pregevolezza del terroir d’origine nel bicchiere della famiglia Zordan. Cascina Maddalena propone vini dotati di grande franchezza di vitigno con una componente aromatica dettata dai precursori aromatici provenienti proprio da quella miscela di argilla e sali minerali.

Fiori bianchi, agrumi ie componenti esotiche che mi hanno sempre affascinato. In più una sapidità salina marcata che rendono i loro vini ideali per una cucina mediterranea di pesce e, fatalmente, di pesce da acqua salina, in una terra bagnata da acque dolci.

La mineralità tipica della Lugana con elementi torbati e talvolta fumè, intriganti e inaspettati che portano a sensazioni di alcuni pulì fumè della Loira. Per finire queste terre, in odo particolare la parcella Capotesta da cui si ottiene l’omonimo vino, genera sempre stupore per la sua tensione acida che diventa componente strutturale determinante per offrirgli longevità e capacità rara di affinamento negli anni.

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Non solo vino tra le mura di Cascina Maddalena

Cascina Maddalena non è solo il luogo del vino ma, da sempre, la famiglia è riconosciuta per la sua attività di accoglienza con l’omonimo agriturismo. Ecco, se c’è una cosa che mi pento di non aver ancora assaggiato, è il loro spiedo alla bresciana che, da troppi ormai, ho sentito definire “indimenticabile”. Non mi rammarico affatto invece delle molteplici volte che ho avuto la possibilità di assaggiare i Lugana di famiglia. Quando trovo i loro vini in carta mi piace provarli e capire l’evoluzione e l’interpretazione di Mattia che negli anni è diventata sempre più elegante e affascinante.

I tre fratelli sono stati messi duramente alla prova, come tutti i produttori della Lugana del resto, con la incredibile grandinata del 2023. Una prova che ha richiesto grande coraggio e determinazione, tutte doti che non mancano ai tre Zordan.

Eppure la scelta di non uscire cn il 2023 mi ha convinto ancor più della validità di questo progetto di cantina e della serietà interpretativa dei tre giovani di Lugana. Cascina Maddalena è un piccolo gioiellino enologico che si sta prendendo importanti soddisfazioni tra gli operatori del settore. L’entusiasmo, la determinazione e l’approccio serio e rispettoso del loro territorio annovera la cantina tra le più interessanti della loro denominazione. Il futuro sta nelle loro mani e nella progettualità visionaria, con gli stivali nell’argilla, di Mattia e delle sue sorelle, Elisa ed Elena.

@bernardopasquali

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