Covid-19 a Verona: 74 ricoveri oggi, 18 in terapia intensiva. Altri 154 bus sulle tratte più affollate. L’AMT perderà quest’anno 15 milioni a causa della pandemia

Anche nella nostra città la curva dei contagi sta salendo, i positivi sono oggi 432, quasi triplicati rispetto allo scorso mese in cui se ne registravano 183. Per quanto riguarda, invece, i ricoveri di Verona e provincia sono oggi 74 di cui 18 in terapie intensive. Dati in aumento rispetto ad un mese fa, con 40 ricoveri e 2 in terapia intensiva. In particolare, i numeri della giornata odierna sono similari ai quelli dello scorso 13 marzo, in cui si registravano 60 ricoveri di cui 16 in terapia intensiva.

“La curva dei contagi sta salendo anche nella nostra città anche se il raffronto con altre zone del Paese, mostra una situazione meno pesante – sottolinea il sindaco –. Per questo, il nostro obiettivo è di intervenire preventivamente per sfruttare questo ‘vantaggio‘ e circoscrivere le situazioni di possibile contagio. Tutto questo, come ripeto da due giorni, per garantire la salute pubblica con interventi mirati e senza penalizzare, con chiusure generalizzate, le attività economiche locali. Stiamo procedendo con la mappatura delle zone più a rischio che verranno regolamentate con l’ordinanza che firmerò a breve. Mentre per quanto riguarda il trasposto pubblico locale è finito il periodo di monitoraggio iniziato con l’avvio delle scuole. Per rispondere alle segnalazioni degli utenti sono già 800 in più le corse aggiunte, ma dal 2 novembre il servizio sarà ulteriormente potenziato con ulteriori 154 mezzi”.

Trasporto pubblico. Dal 2 novembre la linea di trasporto urbana sarà ulteriormente rafforzata, con l’aggiunta di 154 corse sulle attuali 798 già operative. L‘ulteriore potenziamento diminuirà gli attuali tempi di attesa, che da una frequenza ogni 20 minuti passerà a 15 e da 30 minuti a 20. Rispetto al pre-Covid restano in forte diminuzione gli abbonamenti, con un calo del 50%. Un dato che evidenzia il drastico impatto economico registrato dalla società di trasporto pubblico che, a fronte di minori entrate, sostiene oggi un importante incremento dei servizi messi in campo per limitare gli assembramenti sui propri mezzi, con una previsione di perdita di 15 milioni di euro per l’anno scolastico 2020-21.
Dallo scorso 30 aprile ad oggi, in previsione delle possibili criticità frutto della ripartenza scolastica, il vicesindaco ha effettuato una decina di riunioni con Provveditorato e mobility manager scolastici. Il tutto per raggiungere una programmazione in grado di evitare gli orari di punta, ma la richiesta di scaglionare gli orari o la possibilità di diversificare fra lezione in presenza e in didattica a distanza non ha mai ottenuto una effettiva risposta da parte del mondo scolastico.

“Prima dell’inizio delle scuole – ricorda Zanotto – non avevamo dati sufficienti per conoscere concretamente la situazione. Grazie alla costante collaborazione di Atv, è stata data risposta alle necessità che emergevano con 800 corse aggiuntive avviate fino ad oggi. Un ampliamento del servizio importante, che ha messo in strada più autobus rispetto al 2019, nonostante il calo degli abbonamenti di almeno il 50% e in generale di tutta l’utenza. Una situazione per cui si stima in 15 milioni di euro la perdita di quest’anno. Da parte del Comune nulla però è stato lasciato indietro, con l’avvio già dalla fine dell’aprile scorso di tavoli tecnici con il Provveditorato per cercare le soluzioni in grado di limitare gli assembramenti. E’ stato fatto tutto il possibile in una situazione completamente nuova e con molti elementi di incertezza”.

Controlli anti-assembramento, senza chiusura totale. Il sindaco ha ricordato quanto è stato concordato ieri nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal Prefetto. In relazione all’ultimo Dpcm, infatti, da parte del sindaco sono stati proposti provvedimenti che garantiscano il controllo del distanziamento sociale senza arrivare alle chiusure totali che potrebbero penalizzare le attività economiche. Saranno azioni diversificate a seconda delle zone e degli orari in cui si generano assembramenti.
Per quanto riguarda il centro cittadino e i quartieri più periferici, quindi, sono individuate aree più esposte al rischio assembramento, che verranno interdette oppure sottoposte a un controllo dinamico da parte degli agenti. Una scelta atta a scongiurare gli affollamenti nei luoghi d’incontro abituali o di maggior flusso turistico, con provvedimenti ad hoc, specifici per ogni piazza o via ‘critica’.

“Oggi abbiamo già predisposto l’elenco delle zone critiche – dichiara Sboarina –, così come concordato nel Cosp di ieri per interventi mirati. Adesso ci sarà la condivisione con il Prefetto e le Forze dell’ordine e a breve firmerò l’ordinanza dettagliata. Questa è la modalità concreta per salvaguardare sia la salute sia le attività economiche, già provate dal lockdown. Questo significa prendersi le proprie responsabilità a fronte di un Dpcm che genericamente demandava ai sindaci le scelte senza alcun supporto. Parla a vanvera chi dice che non esercito l’autonomia di cui possono godere i sindaci. Lo dimostrano tutte le ordinanze fatte da marzo a giugno con misure più restrittive rispetto a quelle del Governo, proprio per tutelare subito la salute dei veronesi in un momento di forte criticità”.

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