Cubi, nuova impronta manageriale per le sfide del futuro. Francesco Vetrò (già alla guida di Gse) guida il CDA

Una visione manageriale alla Cubi Srl, la società di ingegneria ed impiantistica di Sommacampagna: ai fondatori storici sono subentrati Niccolò Cubi – titolare e presidente dell’azienda, a destra nella foto, –  ed Elia Cubi –  Direttore Commerciale, a sinistra nella foto d’apertura – che hanno  impresso una svolta manageriale all’azienda fondata 35 anni fa e che oggi dà lavoro a oltre 150 tecnici: una delle “antenne tecnologiche” del manifatturiero scaligero.

A guidare il CDA di Cubi Srl è arrivato l’avvocato Francesco Vetrò, professore di diritto amministrativo all’Università di Parma ed uno dei massimi esperti italiani nel settore ambientale e dell’energia, già presidente del GSE, ovvero il Gestore dei servizi energetici, società partecipata interamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che opera per la promozione dello sviluppo sostenibile nel nostro Paese. «Sono Presidente del CDA dal dicembre del 2021 in un contesto aziendale totalmente rinnovato in termini di amministratori e organizzazione. Da impresa prevalentemente a carattere familiare la Società ha infatti avviato un processo di posizionamento ed ulteriore accreditamento anche sul mercato nazionale. Da qui la scelta di amministratori esterni alla compagine societaria che potessero ulteriormente valorizzare le competenze e le esperienze interne, frutto di quasi 40 anni di operatività. La scelta è quindi caduta su un manager di lungo corso, Stefano Mercati, oggi AD dell’azienda; su Pietro Capitini, professionista esperto in organizzazione aziendale, e su una figura che potesse fornire un apporto in termini di esperienza e conoscenza del settore energetico, in una dimensione maggiormente orientata al livello nazionale.  A questo ruolo ed alle funzioni proprie del Presidente di una società di capitali, più di recente mi è stato assegnato lo specifico compito di promuovere le relazioni esterne di Cubi Srl e curarne il posizionamento nel settore specifico della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile».

FRANCESCO VETRO’ PRESIDENTE CDA CUBI

 Come è cambiata in questi anni l’attività di Cubi Srl?

«Il core business della Società – risponde Francesco Vetrò – si è evoluto da impiantista e installatore elettrico e termoidraulico a soggetto in grado di garantire ai propri clienti la consegna di un impianto “chiavi in mano”, seguendo in via esclusiva e diretta tutte le fasi finalizzate alla sua operatività: progettuale ed esecutiva, ma anche di assistenza e manutenzione. Questa modalità si è estesa nel tempo anche nel settore delle energie rinnovabili e della depurazione delle acque reflue, dove l’obiettivo di offrire un unico referente, in qualità di general contractor impiantistico, appare dirimente per garantire il rispetto dei tempi, della qualità e dei costi preventivati. Operare in questi settori, con la crisi energetica in atto, garantendo questi standard operativi costituisce una sfida che Cubi assume su di sè, nell’interesse del Paese e del raggiungimento degli irrinunciabili obiettivi ambientali».

Sottolineano Niccolò ed Elia Cubi: «A sostenere il cambiamento anche l’apertura ad una nuova generazione di collaboratori – ingegneri elettrici e meccanici, tecnici specializzati, disegnatori ed operai specializzati – protagonisti del Laboratorio 5.0 dell’Istituto Salesiano Don Bosco che ha visto Cubi nel pool delle imprese che hanno sviluppato la “lavatrice spaziale” premiata nel recente passato negli Stati Uniti, così come nello sviluppo di soluzioni innovative per il controllo remoto di sistemi complessi di gestione ed ottimizzazione delle risorse energetiche  nelle imprese. Un approccio “young” che apporta nuove conoscenze e spirito innovativo essenziale nello sviluppo dei nuovi business: dal revamping di impianti elettrici già esistenti, all’ottimizzazione dei consumi, all’innesto di sistemi di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili alla potabilizzazione e depurazione delle acque reflue, un altro aspetto della sostenibilità ambientale entrato prepotentemente nelle politiche aziendali alla luce dell’impatto del riscaldamento globale e della contrazione della risorsa acqua».

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