E’ iniziato il crowdfunding della Clivense: ecco come si può diventare soci di Sergio Pellissier

Inizia domani il crowdfunding della Clivense, la “creatura” di Sergio Pelissier, Enzo Zanin e Riccardo Allegretti che ha raccolto l’eredità “morale” del Chievo dei miracoli e che dopo aver chiuso la stagione con la promozione in seconda categoria ora si appresta a costruire un progetto “pesante” per il futuro. E lo fa con un pensiero  innovativo per Verona e il mondo del calcio con la chiamata in società direttamente dei tifosi e degli imprenditori. Ma come funzionerà la raccolta fondi?

Il crowdfunding viene  gestito da Backtowork, la collaudata piattaforma italiana che porta finanziamenti privati nelle start-up. Pellissier & soci hanno costituto una SRL – la FC Clivense a responsabilità limitata – che controllerà il 100% dell’omonima Società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata. Il capitale della nuova SRL sarà così composto: il 60% ai soci fondatori; il 20% al largo pubblico degli appassionati cui verrà riservata una tipologia di quota dai minori diritti patrimoniali e il 20% a investitori più strutturati che porteranno un maggior apporto di capitale.

Di conseguenza ci saranno tre categorie di quote: la A, riservata ai fondatori; la B con tre livelli diversi di adesione (minimo 10mila, massimo oltre 100mila). Le quote B parteciperanno all’assemblea dei soci e potranno nominare una propria rappresentanza nel caso vi sia un organo collegiale di guida della SRL e non un amministratore unico. Ai fan sono destinate le quote C, minimo 250€ massimo 9.999€ che godono di tutti i diritti patrimoniali, partecipano ad un’assemblea speciale a loro riservata e non godono del diritto di prelazione. Le quote C non godono di un benefit d’ingresso; le quote B a secondo dell’apporto (sono previsti tre tagli: B1, B2 e B3 come dicevamo: min 10.000€ max 100mila e oltre) godono di uno sconto sul pre-money del 5,10 e 20%.

L’idea è quella di raccogliere una cifra minima di 150mila€ ed un massimo di 1,5 milioni per la prima tranche dell’aumento di capitale: nel caso di raccolta minima, la Clivense si strutturerà per la prossima stagione; con un target intermedio raggiunto di mezzo milione la Clivense andrà direttamente all’acquisizione del titolo sportivo della D dalla Federazione; con 1,5 milioni in cassa si procederà anche all’avvio della realizzazione del “campus”:

Complessivamente, la Clivense vuole portare in  cassa in più tranche 6 milioni € di cui 3 riservati alle quote di categoria B e 3 alle quote di categoria C.  Il programma della Clivense, di conseguenza verrà rapportato agli obiettivi finanziari che si raggiungeranno: nella migliore delle ipotesi, dopo l’acquisizione quest’anno di un titolo sportivo per poter disputare la serie D, è fissato l’ingresso fra le top 40 del calcio italiano, in serie B, nel 2025/206 per tentare la scalata alla serie A dal campionato 2028/29. Nel frattempo, la Clivense svilupperà un proprio centro sportivo, un campus all’americana – un investimento da 5 milioni in tre anni da realizzarsi col capitale proprio e col ricorso al credito sportivo – che consenta di sviluppare non soltanto l’attività delle giovanili (sia maschili che femminili) con più campi da gioco ma che diventi un punto di riferimento della città. Eppoi, uno stadio proprio: 30mila posti a sedere, con negozi, hotel, punti merchandising. Un modello di business che vede, per la Clivense, l’uscita dal binomio diritti televisivi e trading giocatori per arrivare ad un mix più equilibrato fra le varie voci di business: diritti tv, certamente, trading giocatori, anche, ma poi sbigliettamento, merchandising, sponsorizzazioni ecc.  

I ricavi passeranno così da 1,2 milioni della stagione 22/23 ai 14,9 milioni del 27/28 per poi decollare in caso di promozione in A a 56,3 milioni. Questo permetterebbe anche l’ingresso di fondi di investimento e/o investitori istituzionali internazionali con un valore della Clivense a 5 anni e in serie B compreso nella forbice 18-20 milioni € ed un valore in serie A compreso fra 77 e 87 milioni€.

Ma qui siamo già andati troppo oltre. Giustamente Pellisier, Zanin e Allegretti guardano avanti. Ma più in prossimità c’è un modello di club sportivo dalla forte impronta valoriale, che vuole ricostruire quella community che era un po’ il punto di forza del Chievo, e che vuole imporre un  calcio “moderno ed inclusivo”, sul modello dei Club internazionali che hanno cambiato l’immagine e la storia del calcio moderno relegando l’Italia in una posizione di retroguardia. Si potrà partecipare al crowdfunding da domani sino al 27 giugno.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail