Andrea Riello muore all’improvviso a 60 anni in azienda. Una grave perdita per l’imprenditoria veronese e veneta

E’ stato un malore improvviso, probabilmente un infarto stando alle prime indicazioni, a portarsi via questa mattina ad appena 60 anni, Andrea Riello. L’imprenditore veronese era in ufficio a Minerbe, storica sede di Riello Sistemi SpA, la società fondata nel 1963 dal padre Pilade e oggi parte del gruppo gestito dai quattro figli: oltre ad Andrea, Giuseppe, presidente della Camera di commercio, Pierantonio e Nicola.

Andrea Riello si era laureato in Economia aziendale a Ca’ Foscari, poi aveva completato la sua formazione a Bruxelles e quindi a Londra, dove aveva frequentato il corso in Scienze Finanziarie. Tornato in Italia era entrato nell’impresa di famiglia, di cui è stato prima amministratore delegato e poi direttore generale. Dal 2001 era presidente del Gruppo Riello Sistemi, attivo nel settore delle macchine dei sistemi di produzione: quattro stabilimenti e oltre 500 dipendenti con 120 milioni di fatturato.

Foto di famiglia (dal sito del gruppo): i quattro figli di Pilade Riello con il padre al centro. Da sinistra Giuseppe, Andrea, Nicola e Pierantonio

Dai primi anni Novanta Andrea Riello aveva dedicato anche molto del suo impegno alle attività associative in Confindustria, di cui è stato anche stato presidente regionale dal 2005 al 2009, oltre ad aver guidato Ucimu, associazione nazionale di categoria dei costruttori di macchine utensili, e Federmacchine che riunisce undici associazioni nazionali di categoria dei produttori di macchinari. Era stato presidente della Fondazione Campiello, che gestisce il premio letterario, e era stato componente del cda di Save, società quotata in Borsa a Milano, che controlla gli aeroporti di Venezia, Treviso e il veronese Catullo. Era stato presente anche nei cda di Credito Bergamasco (Banco Popolare), Cassa di Risparmio del Veneto (Banca Intesa) e Unicredit Corporate Banking Spa.

Commosso il ricordo del governatore del Veneto Luca Zaia. “Era un uomo e un imprenditore di grande valore e visione, al vertice di un’impresa leader nel settore. Un imprenditore illuminato e impegnato che ho avuto modo di conoscere e apprezzare, in particolare quando aveva assunto la presidenza di Confindustria Veneto. La sua scomparsa, così inaspettata, lascia un vuoto difficile da colmare. In questo momento di dolore”, ha concluso Zaia, “rivolgo alla famiglia Riello e alle persone che lavorano in azienda la mia vicinanza e il cordoglio della Regione Veneto”.

“Ci sono notizie che non vorresti mai sentire, e la scomparsa di Andrea Riello è una di quelle”, commenta Enrico Carraro, presidente di Confindustria Veneto. Ci legava un sentimento di stima e amicizia e il fatto che sia venuto a mancare così all’improvviso mi lascia totalmente sgomento e pieno di dolore. Voglio esprimere la mia più forte e sincera vicinanza alla famiglia, al papà Pilade, alla mamma Ileana e a tutti i suoi cari, sia a livello personale che come presidente di Confindustria Veneto. La passione che metteva nel lavoro quotidiano ha permesso alla sua azienda di raggiungere risultati straordinari. Resta per me un esempio indimenticabile di uomo e imprenditore. Sentiremo forte e a lungo la sua mancanza, per come ha contribuito”, conclude Carraro, “con l’intelligenza, il cuore, l’umanità e la visione alla crescita economica e culturale del nostro paese e del sistema imprenditoriale veneto”.

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