La Fondazione Giovanni Agnelli ha dato alle stampe il suo report 2022 Eduscopio.it ovvero la ricerca più completa sulla competitività delle scuole superiori italiane, sul loro “merito” per meglio dire, valutando sui risultati del loro lavoro: quanti dei loro studenti sono andati all’Università, quanti hanno lasciato dopo un anno oppure non hanno nemmeno pensato ad iscriversi ad un Ateneo. Il risultato è una “mappa” che giornalisticamente diventa una classifica, ma che andando sul sito eduscopio.it consente ad ogni genitore di valutare per tempo le opzioni per i propri figli, nel proprio territorio, scuola per scuola.

Eduscopio.it prende in considerazione moltissimi parametri fra i quali la media dei voti conseguiti agli esami universitari dai diplomati di ogni scuola e la percentuale di esami superati dai diplomati di ogni scuola. Le due medie danno l’indice sintetico FGA. Per i percorsi universitari dei diplomati, eduscopio.it guarda agli esami sostenuti, ai crediti acquisiti e ai voti ottenuti dagli studenti al primo anno di università, quello maggiormente influenzato dal lavoro fatto durante gli anni della scuola secondaria. Questi indicatori riflettono la qualità delle “basi” formative, la bontà del metodo di studio e l’utilità dei suggerimenti orientativi acquisiti nelle scuole di provenienza. In altre parole, i risultati universitari permettono di formulare un giudizio sulla qualità delle scuole secondarie superiori sulla base di informazioni che provengono da enti – gli atenei – che sono imparziali, ma al tempo stesso molto interessati alla qualità delle competenze e delle conoscenze degli studenti.

Invece, per coloro che non proseguono gli studi e preferiscono entrare rapidamente nel mondo del lavoro, eduscopio.it verifica se hanno trovato un’occupazione, quanto rapidamente hanno ottenuto un contratto di durata significativa, se il lavoro ottenuto è coerente con gli studi compiuti o se invece è un lavoro qualsiasi. Infatti, la missione principale degli istituti tecnici e professionali è proprio quella di fornire competenze adeguate e immediatamente spendibili in termini lavorativi, curando in particolare la delicata fase di avvicinamento e ingresso al mondo del lavoro (transizione scuola-lavoro). Gli indicatori di eduscopio.it rivelano quali scuole assolvono molto bene a questa missione e quali, invece, accusano ritardi.

Nella grafica in apertura trovate i risultati per i licei più “in”, Classico e Scientifico col riferimento all’osservatorio dell’anno precedente. Trovate il Maffei, il più antico Classico d’Italia, patria dell’Hellas Verona e alma mater di più di una classe dirigente di questa città. Il Maffei si conferma leader nella sua classifica, ma non è il Liceo col miglior FGA in assoluto: anche nel 2022 questo privilegio appartiene al Guarino Veronese di San Bonifacio, primo fra i Licei Scientifici e presente nelle posizioni di testa anche per Scienze Umane, Scienze Umane, indirizzo Economico-sociale e Linguistico.

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Per la nuova edizione di Eduscopio, il gruppo di lavoro della Fondazione Agnelli, coordinato da Martino Bernardi, ha analizzato i dati di circa 1.289.000 diplomati italiani in tre successivi anni scolastici (anni scolastici 2016/17, 2017/18, 2018/19) in circa 7.700 indirizzi di studio nelle scuole secondarie di II grado statali e paritarie.

Un dato che riguarda Verona rispetto all’osservatorio di un anno fa è il deterioramento dell’indice FGA: un dato che si ripete per ogni indirizzo di studio. Confermate anche quest’anno le buone performace degli istituti superiori della provincia: oltre al Guarino di San Bonifacio anche l’Enrico Medi di Villafranca entra nelle posizioni di testa in più classifiche: conferma la sua leadership per Scienze Umane (come l’anno scorso) mentre si è classificato al secondo posto come Liceo Scientifico  e come Liceo Linguistico. Al quarto posto, invece, come indirizzo di Scienze applicate allo Scientifico. In buona evidenza anche il Calabrese-Levi di San Pietro in Cariano, mentre in difficoltà sembrano essere soprattutto le scuole private e in quelle con indirizzo più tecnico che apportano un numero minore di matricole al sistema universitario. E, a proposito di Università, Verona la fa da padrone: intercetta la percentuale più alta di studenti scaligeri. E non è soltanto una questione di praticità: l’offerta dell’ateneo guidato dal Magnifico Rettore Pier Francesco Nocini è quanto mai ampia e articolata, con tantissime eccellenze nella ricerca.

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Il passaggio dalle scuole qui sopra indicate all’Università appare in qualche caso problematico (ma su queste competenze si scatena anche la caccia quasi immediata del mondo del lavoro ai neodiplomati). Prendiamo il Lorga-Pindemonte, pieno centro storico di Verona, la scuola che ha avuto come insegnante Giorgio Zanotto ed ha formato almeno due generazioni di bancari e commercialisti, in teoria dovrebbe essere al top in città, cosa che oggi purtroppo non è: il 62% dei suoi diplomati non si iscrive all’Università o abbandona al primo anno, un dato peggiore della media regionale dove questo valore si ferma al 53%. Nove punti non sono pochi. Il 38% che prosegue negli studi si sposta di poche centinaia di metri in linea d’aria e frequenta Economia e commercio di Univerona anche se uno su sei opta per Giurisprudenza. Il voto di uscita per i diplomati che puntano alla laurea è di 78,1 contro l’83,8 di un diplomato del Maffei, scuola che registra appena il 14% di abbandoni o non iscrizioni all’Università. Un divario che è oggettivamente troppo ampio per una realtà economica come Verona. E che fa pensare.