Enrico Letta, il miglior amico di Giorgia

(di Bulldog) Enrico Letta continua a far regali preziosi a Giorgia Meloni. Dall’ultima comparsata alla festa di Atreju in poi, il segretario Dem continua a rendere sempre più credibile la posizione del leader di Fratelli d’Italia quale unico candidato possibile del centrodestra alla guida del prossimo governo. Persino nell’unico dibattito pubblico in televisione che si terrà nelle prossime settimane Letta vuole la Meloni e soltanto la Meloni. Eppure, non è questo il regalo più importante fatto nelle ultime ore.

Letta – infatti – ha confermato oggi nei fatti quello che Giorgia Meloni ha sottolineato a Marbella qualche settimana fa in un comizio di Vox a sostegno della candidatura di Macarena Olona alla presidenza dell’Andalucia e che ha scatenato le ire del mainstream in modo particolare per una dichiarazione: “Quando le problematiche di genere, quando la lotta per la parità femminile, per i diritti delle donne, si scontrano con le tematiche dell’immigrazione incontrollata allora quelle battaglie, quei diritti, passano sempre, obbligatoriamente, in secondo piano”. Insomma, per la gauche al caviale delle terrazze romane, l’immigrazione è un tabù: non si deve toccare, non si può discutere. Si deve accettare e basta. E non si può mostrarne il volto soprattutto se la vittima è una donna bianca e lo stupratore invece no.

Giorgia Meloni l’immagine di quest’ultimo stupro l’ha rilanciata (era già stata pubblicata dalla stampa online) ed immediatamente è finita nel tritacarne che l’ha bollata come “sciacallo”. Non una parola per la vittima, fra l’altro una donna in fuga – lei sì – da una guerra vera dove lo stupro è a tutti gli effetti un’arma usata dall’invasore russo. E quindi abbiamo la conferma di una gauche misogina che urla contro una donna che difende il diritto di tutte le donne a circolare libere e sicure. Un assist importante per Meloni che diventa così la sola paladina dei diritti delle donne in questa campagna elettorale estiva.

Chi trova un amico, trova un tesoro…anche e soprattutto in campagna elettorale.

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