Per il mondo della ristorazione e del turismo questo dovrebbe essere il periodo di massimo lavoro: un impegno che, mai come quest’anno, dopo le restrizioni degli ultimi due anni, era atteso per risollevare le sorti del settore. Eppure in molti operatori stanno registrando le prime disdette: pranzi, cene, vacanze, tanti appuntamenti vengono cancellati per paura del contagio o per l’obbligo di quarantena. Non è possibile lasciare da solo un settore che traina l’economia della nostra regione e dell’Italia intera. La Regione del Veneto, da parte sua, continuerà anche per questo a non applicare l’addizionale Irpef. Il Governo, però, pensi a nuovi sostegni per i ristoratori e gli albergatori già duramente provati».

A chiederlo è Filippo Rigo, consigliere regionale dell’Intergruppo Lega-Liga Veneta.  «Ricordiamo che in Veneto sono diverse migliaia le realtà attive tra ristorazione, comparto alimentare e bevande. Per quanto riguarda i ristoranti, pizzerie e pubblici esercizi, parliamo nella quasi totalità di imprese a conduzione familiare, che si sono esposte in prima persona per mantenere in vita una tradizione di eccellenza. E questo nonostante i costi cresciuti a dismisura – spiega Rigo – Materie prime essenziali come la farina, il burro o lo zucchero sono aumentati nell’ultimo anno del 30 o anche del 50 per cento, se non oltre. Per non parlare poi di tutto il resto a iniziare dalle forniture. E a questo si aggiunge il rincaro delle bollette energetiche, prime fra tutte quelle del gas.

Chi aspettava queste vacanze natalizie per veder risollevate le sorti economiche delle proprie attività, rischia di avere amare sorprese. E’ vero che anche in zona gialla i ristoranti restano aperti e, come hanno sempre fatto fino ad ora, possono lavorare in piena sicurezza, accogliendo i clienti ai propri tavoli dotati di Super Green Pass. Nei pubblici esercizi c’è di sicuro un controllo del distanziamento e delle regole di profilassi sanitaria maggiore di quanto accade nelle case private. La vaccinazione permetterà agli imprenditori del settore di continuare a lavorare con più serenità. Ciò non di meno è essenziale un aiuto da Roma, anche per permettere a ristoratori e albergatori di far fronte alle spese, come detto cresciute in modo esponenziale, mantenendo i livelli di eccellenza per cui l’accoglienza veneta è conosciuta, apprezzata e invidiata nel mondo». 

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