(di Stefano Tenedini) Innovazione, transizione energetica e digitale, sviluppo industriale: sarà un G7 tutto economico quello che tra poco più di un mese, giovedì 14 marzo, si terrà a Verona. E la “bella Verona” per una volta non avrà solo l’occasione di stare in vetrina o al balcone di Giulietta, ma un’opportunità imperdibile sulla scena globale per “talking business” e rappresentare un Paese che nonostante tutto non vuole rassegnarsi al declino. Questo in sintesi il segnale che la società veronese dovrebbe cogliere con il meeting globale che inaugurerà la presidenza italiana del G7 (a questo link il sito ufficiale del governo). Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, sta spiegando in questi giorni cosa intende fare il governo per superare le secche della crisi.

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Appuntamento in mattinata in Camera di Commercio, il cui presidente Giuseppe Riello ha esordito proprio ringraziando il governo, attraverso il ministro, per aver scelto la città per aprire gli incontri del G7. “Finora Verona si è sentita un po’ lontana dalle politiche regionali di sviluppo”, ha sottolineato. “Eppure è un territorio molto attivo, di rilievo internazionale sul piano economico grazie alla sua struttura logistica, al fortunato posizionamento sui due assi del trasporto internazionale ma soprattutto alla sua economia diversificata in molti dei settori chiave del nostro Paese. A maggior ragione quindi apprezziamo la scelta di Verona per l’incontro di marzo”.

Dedicato a Industria e Spazio, il G7 sarà preceduto dal B7 con i big dell’industria

“Al Veneto questo governo riconosce la capacità di sviluppare l’economia e il made in Italy ma anche valori del lavoro, dell’impresa e della famiglia”, ha confermato Urso. “E in questo senso, valutando l’importanza del territorio, considero quanto il Veneto e Verona siano rappresentati nell’esecutivo più che in passato. L’incontro dedicato a Industria e Spazio sarà il primo impegno istituzionale e per importanza del G7 italiano. Dopo sette anni il tema torna in agenda e abbiamo concordato questo aspetto con i partner. E non ci saranno solo i Paesi del gruppo dei Sette: saranno invitati nelle sessioni dedicate anche i ministri di altri Paesi e le organizzazioni internazionali”.

“Inoltre il 13 marzo il G7 sarà preceduto dal B7, un vertice con le associazioni delle imprese dei vari Paesi, oltre ai vertici delle società rilevanti sul piano globale. Per l’Italia ci sarà Emma Marcegaglia, insieme a diversi rappresentanti delle principali aziende. Il confronto tra le imprese e i ministri sarà l’occasione per riportare l’attenzione sul settore produttivo. Ho anticipato alla vicepresidente della Commissione UE e commissario alla concorrenza Margrethe Vestager le linee guida del meeting ministeriale, e ho parlato dello sviluppo della siderurgia in Italia e in Europa e le prospettive per le telecomunicazioni e il trasporto aereo”.

Il ministro dell'Impresa e del Made in Italy Urso con il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Riello
Il ministro dell’Impresa e del Made in Italy Urso con il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Riello
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Transizione 5.0: ne hanno parlato Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Verona, e il ministro Urso

Il giorno dopo l’incontro di Verona, venerdì 15 marzo, a Trento si terrà infine il G7 digitale, un focus di settore in un territorio che vanta un’importante presenza di imprese innovative. Nel quadro delle attività di proiezione della nostra economia sulla scena globale, Urso ha aggiunto che una giornata sarà dedicata proprio al made in Italy: il 15 aprile, ricorrenza della nascita di Leonardo da Vinci. Sarà d’ora in poi l’occasione per ricordare al mondo che cosa rappresenta il sistema Italia in termini di cultura, arte e storia, oltre che di economia, innovazione, scienza e impresa.

Oltre che esordire a Verona, questo modello di promozione porterà i vari step del G7 italiano in tutte le regioni. A proposito di economia locale e nazionale, europea e globale, Urso ha poi ricordato che tra le iniziative italiane c’è stata la scelta di costituire insieme a Francia e Germania un nuovo format trilaterale per la politica industriale, che servirà a confrontarsi sulle materie prime critiche, le tecnologia innovative e la transizione green anche per dare un indirizzo alle decisioni della UE con riflessi sull’economia.

E non si poteva non parlare di Intel, la cui scelta di abbandonare l’Italia ha molto deluso Verona. Urso ha chiarito la nostra posizione di fronte alla decisione della multinazionale dell’informatica sì di proseguire nel portare in Europa nuovi stabilimenti, ma non in Italia bensì in Germania e Polonia e in parte in Francia. “Intel ha presentato richiesta di autorizzazione per investire in progetti di diversa natura, ma il piano che prevedeva produzione di microchip, attività di ricerca e anche nella produzione è stato rivisto al ribasso anche in considerazione dei cambiamento del mercato”, ha spiegato.

Il ministro Urso con il sindaco Tommasi in visita all'Arena in vista del G7 di Verona a marzo. Con loro da sinistra il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, l'on. Maddalena Morgante e il sen. Matteo Gelmetti
Il ministro Urso con il sindaco Tommasi in visita all’Arena in vista del G7 di Verona a marzo. Con loro da sinistra il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, l’on. Maddalena Morgante e il sen. Matteo Gelmetti

Ma quindi non ci sono prospettive per il Veneto? “Come ministro lavoro per l’Italia, non solo per il Veneto”, ha puntualizzato. “Aspettiamo di capire la decisione finale di Intel, ma come Paese non siamo rimasti fermi: a Pavia abbiamo creato la Fondazione Chips.IT, centro di competenza per incentivare e coordinare la ricerca e la produzione di circuiti integrati a semiconduttori, in partnership con importanti attori di area pubblica e privata. E sempre per i microprocessori abbiamo presentato un progetto pilota sulle fabbriche del futuro, con 420 milioni da investire nel polo tecnologico di Catania dove è già attiva ST Microelectronics. Inoltre siamo in contatto con vari Paesi asiatici interessati a investire in Italia, attirando risorse per lo sviluppo”.

Oltre 13 miliardi per la microelettronica, le tecnologie e l’efficienza “green”

Insomma, l’avvio della presidenza italiana del G7 sta portando ottimismo e ipotesi di lavoro. Il che significa però anche reperire quanto sarà necessario per sostenerle. Secondo Urso si potranno utilizzare sia le risorse provenienti dal PNRR, come i fondi stanziati o di prossima concessione per la digitalizzazione e l’efficienza energetica delle aziende (l’innovazione in chiave green), che altri capitoli di spesa per le piccole imprese. Il totale supera i 13 miliardi da utilizzare nei prossimi anni. Inoltre nell’ultima manovra di bilancio il governo ha inserito un capitolo di spesa destinato ancora alla microelettronica e alla politica industriale, tanto che al B7 di marzo ci saranno diverse aziende straniere che potrebbero scegliere di insediarsi in Italia.

Lo sviluppo industriale è quindi, nelle parole di Urso, in evidenza nell’agenda del governo. Ne ha parlato anche all’incontro con gli imprenditori su “Transizione Industria 5.0”, dialogando con il presidente di Confindustria Verona Raffaele Boscaini. “C’è un filone strategico per supportare le imprese in un passaggio cruciale dello sviluppo verso un’integrazione e la cooperazione tra le macchine e le persone”, ha sottolineato Boscaini.

Le imprese innovano e investono perché è nel loro Dna. Gli incentivi hanno un ruolo importante per orientare le scelte e per mettere le nostre aziende in posizione di parità o almeno di avvicinarci ai competitor stranieri che contano su condizioni complessive molto più vantaggiose, dal costo dell’energia e del denaro a un contesto ambientale spesso più favorevole all’impresa. È inoltre importante”, ha concluso, “che le risorse a disposizione siano accessibili senza troppe barriere burocratiche per fruire del beneficio”.

E Urso lo ha confermato. “Utilizzando le risorse della manovra e riprogrammando i fondi europei il nostro sforzo si concentra sulla transizione 5.0, cioè sull’innovazione tecnologica delle imprese. I fondi disponibili saranno utilizzabili dalle aziende che vogliano digitalizzare il processo produttivo e diventare più efficienti sul piano energetico”. “Con il piano 5.0 nel 2024 e 2025 le imprese potrebbero dare un decisivo impulso alla modernizzazione sia digitale che usufruendo di crediti fiscali che possono arrivare al 40%, e, nel quadro delle delle risorse impiegate, destinando anche il 10% alla formazione”.

I leader dei Paesi membri del G7. Da sinistra, dopo il presidente del Consiglio Europeo Michel: Meloni, Trudeau, Macron, Kishida, Biden e Scholz (colti in piena conversazione), Sunak e la presidente della Commissione UE Von der Leyen
I leader dei Paesi membri del G7. Da sinistra, dopo il presidente del Consiglio Europeo Michel: Meloni, Trudeau, Macron, Kishida, Biden e Scholz (colti in piena conversazione), Sunak e la presidente della Commissione UE Von der Leyen