Gazzetta di Mantova, arriva Confindustria rafforzando Athesis nella sfida con Nem di Enrico Marchi

Si fa incandescente la corsa per il controllo dei quotidiani del Nordest e dell’area metropolitana lombardo-veneta. Entro il prossimo 30 novembre verrà formalizzato l’acquisto del 40% della Gazzetta di Mantova (il più antico giornale d’Italia prossimo a festeggiare le 360 candeline, recentemente rilevata dal gruppo Athesis che edita anche L’Arena di Verona, il Giornale di Vicenza e Brescia Oggi) per una cifra vicina ai 2 milioni€.  

Del pool di investitori fanno parte la Confindustria virgiliana (che avrà il 25% del nuovo veicolo) e gli industriali Emma Marcegaglia, presidente e ceo della holding di famiglia, Alessandro Saviola, presidente di Saviola Holding, Michele Borghi, presidente ed ad di Staff, Guido Rovesta, presidente di Finservice, Edgardo Bianchi, amministratore delegato di Lubiam e Alberto Marenghi che guida Cartiera Mantovana. Tutti questi azionisti avranno il 12,5% ciascuno.

Athesis aveva appena rilevato il giornale da Gedi, la controllata di Exor che edita La Repubblica e La Stampa che quest’estate ha venduto i quotidiani locali di Veneto e Friuli Venezia Giulia e della Bassa Lombardia a imprenditori del territorio, riuniti dal presidente di Finint e Save (la società aeroportuale che gestisce lo scalo di Verona-Villafranca e Montichiari oltre che Venezia, Treviso e Charleroi) Enrico Marchi in Nord Est Multimedia (Nem).

Secondo Milano Finanza, l’operazione vale appunto due milioni di euro, visto che l’asset era stato ceduto da Gedi per cinque. Nel pomeriggio Confindustria Mantova ha dato il via libero all’acquisto con un consiglio generale per consentire al territorio di mantenere una voce nelle scelte decisionali della controllante Athesis che ha il suo quartier generale a Verona. Nonostante si tratti di una partecipazione di minoranza, secondo quanto risulta infatti a Milano Finanza, la scelta del direttore (attualmente la Gazzetta è affidata al direttore dell’Arena, Massimo Mamoli) sarà condivisa.

 La mossa va intesa come “difensiva” davanti all’aggressività della stessa Nem che ha raccolto attorno al suo progetto di gruppo editoriale triveneto diversi industriali e nelle ultime settimane calibri pesanti quali Fondazione CariVerona e CrTrieste, Ance e Confindustria Udine, Bluenergy e Fidia farmaceutici. Diventerebbe, secondo alcuni rumors qualificati, difficile prevedere al momento una sorta di liaison fra i due gruppi editoriali favorita dalla Fondazione CariVerona nel ruolo di cerniera. Nem resterebbe dunque, al momento, ferma al confine esterno delle province di Vicenza e Mantova.

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