Italian Wine Brands chiude il 2023 con ricavi per 429 milioni: UK primo mercato con un più 10%

Italian Wine Brands si avvicina al massimo dell’anno a Piazza Affari – la quotazione è arrivata in apertura  a 18,16€ per azione a fronte di un massimo registrato a inizio 2024 a 18,92€/azione per poi cedere e attestarsi attorno ai 17,82€ – sull’onda dei primi dati 2023 approvati del CDA. La società è quotata sul mercato Euronext Growth di Borsa Italiana (il polo dove è confluita la famiglia Pizzolo della scaligera Enoitalia): i ricavi consolidati 2023 vedono vendite business per 428,9 milioni (in linea con i corrispondenti ricavi 2022) e ricavi totali pari a Euro 429,1 milioni (rispetto a Euro 430,3 milioni pro-forma al 31/12/2022).

In un contesto globale caratterizzato dal rallentamento dei consumi, a cui non ha fatto eccezione il vino, la strategia di IWB di  essere presente in maniera diversificata in tutti i canali distributivi ha permesso di proseguire l’espansione territoriale delle vendite e incrementare la quota di mercato nei mercati già serviti ampliare l’ offerta di vini premium, ha consentito al Gruppo di mantenere i livelli di ricavi conseguiti nel 2022 a conferma  di un inarrestabile percorso di crescita a partire dalla quotazione, quando il fatturato era di Euro 140 milioni.

Italian Wine Brands, l’andamento a Piazza Affari

Il canale wholesale (le vendita alle catene retail nazionali e internazionali) è cresciuto del 2,76% sul 2022 dimostrando la validità della strategia di sviluppo sui mercati internazionali, in particolare con prodotti premium a marchio proprio che supportano la crescita della marginalità del Gruppo.

Italian Wine Brands, UK primo mercato

UK rimane il mercato principale con un incremento delle vendite di circa il 10%; significativa la crescita nelle vendite nei paesi “a maggiore potenziale” che crescono complessivamente di circa il 26%.

Il canale distance selling (la vendita diretta ai privati) prosegue il riposizionamento su volumi e valori pre-pandemia anche per effetto delle mutate attitudini di consumo.

Il canale ho.re.ca. conferma i volumi 2022, che avevano segnato una robusta crescita rispetto al 2021 e presenta una diminuzione a valore per effetto cambio sulle vendite nei mercati di riferimento (Stati Uniti e Canada).

Italian Wine Brands, le scorte compensano la mini-vendemmia 23

Alessandro Mutinelli, Presidente e AD del Gruppo, sottolinea: «In un contesto di generale diminuzione dei consumi e delle spedizioni di vino verso i principali mercati, siamo riusciti nel 2023 a mantenere il livello di fatturato dell’anno precedente, che era stato il record assoluto nella storia di IWB, migliorando contemporaneamente la marginalità e la generazione di cassa.

Tutto questo conferma la forza della proposta commerciale del nostro Gruppo, attenta a presidiare tutti i canali commerciali in ciascuna delle aree geografiche servite.  L’ampiezza di gamma che oggi offriamo, dai vini fermi agli spumanti, in ogni fascia di prezzo, ci consente di soddisfare ogni tipologia di cliente, anche in presenza di mercati non particolarmente brillanti.

Dal punto di vista produttivo, abbiamo beneficiato di una ritrovata disponibilità dei materiali di confezionamento e della loro diminuzione di costo. Inoltre, le rilevanti giacenze di vino presso i produttori hanno consentito di compensare la scarsa vendemmia 2023, evitando così una corsa al rialzo generalizzata dei prezzi. Dal punto di vista dell’organizzazione aziendale, per perseguire la massima efficienza operativa, con effetto dal primo di gennaio 2024 abbiamo concentrato in un’unica società italiana tutte le attività di produzione e vendita wholesale precedentemente svolte dalle singole società del Gruppo. Ne risulterà una struttura aziendale più snella, più veloce e sempre più concentrata a creare valore».

I risultati al 31 dicembre 2023 verranno approvati dal Consiglio di Amministrazione della Società previsto per il prossimo 18 marzo 2024 e presentati all’Assemblea degli Azionisti prevista per il prossimo 24 aprile 2024, in prima convocazione, e 30 aprile in seconda convocazione.

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