(di Matilde Anghinoni) A dieci anni dallo scoppio della guerra in Ucraina e a due anni dall’invasione russa, Verona scende in piazza «per tenere vivo il messaggio che la guerra c’è, continua a distruggere e uccidere. Perché non dobbiamo dimenticare che a pochi chilometri di distanza da noi, l’Ucraina continua ad essere attaccata”. Questo spiegano i manifestanti che si sono trovati, questo pomeriggio, in Piazza Bra per commemorare due importanti date sotto il motto di “Verona insieme all’Ucraina: pace, giustizia e libertà».

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La manifestazione, organizzata da Malve di Ucraina, ha riscosso un gran successo radunando numerose persone: ucraine, italiane, rumene, esponenti politici, il centro pastorale immigrati veronese, tutti uniti in un pomeriggio di canti tradizionali, performance di giovani e momenti di preghiera collettiva. L’iniziativa fa parte del più grande progetto nazionale dallo slogan “Vittoria per la pace” che mira a sottolineare come «solo la vittoria dell’Ucraina e la sconfitta della federazione russa potrà garantire la stabilità e la sicurezza in Europa nei decenni a venire». 

«Noi abbiamo voluto aggiornare e rendere più specifico il motto della manifestazione – proseguono gli organizzatori – perché vogliamo ricordare il grande sostegno dei veronesi, individuale, istituzionale, ma soprattutto del terzo settore, e vogliamo ringraziare tutti per averci dato una mano in questo momento difficile».

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Il peso di Verona nella guerra in Ucraina

«Scendiamo in piazza per chiedere la pace, ma vogliamo anche ricordare l’importante ruolo che ha avuto la città di Verona negli ultimi due anni – sottolinea Roman Hoydan, vicepresidente di Malte Ucraina -. Siamo riusciti a raccogliere oltre 900 mila euro per l’acquisto di farmaci e di ambulanze. Le aziende, gli enti e le associazioni veronesi sono stati al nostro fianco dal primo giorno. Tra queste il banco farmaceutico che ha donato 10.598 kg di farmaci, per un valore di oltre 1 milione di euro».

«E questa è solo una piccola parte che si somma a tutti gli aiuti intangibili ma estremamente essenziali. Da dicembre 2022 abbiamo dato vita ad un progetto che ci permette di consegnare le donazioni agli ospedali colpiti e siamo riusciti ad aiutare 122 ospedali fornendo 262 ventilatori per le terapie intensive: un valore stimato di 11 milioni di euro. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza i volontari e tutte le associazioni del territorio». 

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