Variante Omicron: allarme o allarmismo?

L’Oms ha classificato Omicron come variante Voc, che ha come caratteristiche l’aumento della trasmissibilità, della virulenza o cambiamento nella presentazione clinica della malattia e delle misure sociali o della diagnostica disponibile, dei vaccini, delle terapie.  La definizione scientifica della nuova variante è B.1.1.529. E’ caratterizzata da una costellazione di mutazioni che potrebbero rendere il Covid diverso da quello finora conosciuto e di conseguenza meno aggredibile dalle terapie e dai vaccini. La scienza è già al lavoro, ma ci vorrà del tempo per capire se sarà necessario apportare delle modifiche ai vaccini esistenti. Ma secondo alcuni scienziati non dovrebbero essere necessarie in quanto la variante incide sugli “spikes” del virus, dove appunto agiscono i vaccini.
Finora i casi conosciuti hanno il minimo comune denominatore di provenire dall’Africa Australe, in particolare dal Sud Africa. Anche gli europei contagiati dalla variante Omicron vengono da lì. Tuttavia non risulta che in Sud Africa o in Mozambico, dove i vaccinati sono pochi, le persone muoiano come mosche. E anche l’italiano di Caserta contagiato sta abbastanza bene.

“La nuova variante Omicron del coronavirus provoca una malattia leggera senza sintomi importanti” assicura Angelique Coetzee, presidente della Associazione dei medici del Sudafrica,  dov’è stata isolata. La dichiarazione, apparsa sul Telegraph, spiega che la malattia esordisce con sintomi diversi dai soliti: affaticamento, bambini con battito accelerato, senza la perdita di gusto e olfatto, che è una delle caratteristiche del Covid. Niente sintomi gravi, insomma. Salvo che negli anziani e non vaccinati. 

A questo punto ci si chiede: le varianti sono normali per qualunque virus. E’ fondato l’allarme che si è diffuso?  E’ allarme o allarmismo?

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