Zaia, Ciambetti e Possamai sono i “grandi elettori” del Veneto per il Quirinale. Guarda: occasione sprecata per le donne venete

(aggiornato)  Il Consiglio regionale del Veneto ha eletto oggi i tre delegati che, ai sensi dell’articolo 83 della Costituzione, parteciperanno all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. La votazione è avvenuta per appello nominale e voto segreto dei consiglieri presenti in aula.

Il presidente della Regione, Luca Zaia, il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, indicati dalla Maggioranza, e il Capogruppo Dem Giacomo Possamai, in rappresentanza delle opposizioni, sono i delegati veneti che, unitamente a quelli designati dagli altri Consigli regionali, integreranno il Parlamento in seduta comune dei suoi membri per l’elezione del 13° Presidente della Repubblica italiana.

Sul voto odierno interviene la Consigliera di Europa Verde Cristina Guarda che afferma: “Come spesso accade, i fatti smentiscono le buone intenzioni. Responsabilmente Europa Verde non farà mancare il proprio voto all’elezione dei tre grandi elettori che rappresenteranno il Consiglio regionale a Roma. Maggioranza e opposizione si sono espresse a favore di rappresentanti di rilievo e indiscusso valore. Qualità che non sarebbero mancate nemmeno tra le elette in questo Consiglio. L’aula non può sottrarsi a una riflessione sull’ennesima dimostrazione di incoerenza in termini di rappresentatività di genere. È singolare come oggi ci si appresti a votare in Aula un provvedimento storico per la nostra regione, il Pdl n. 76, volto a ridurre il gap salariale tra uomini e donne in Veneto, però poi l’istituzione nella quale siamo stati eletti, grazie al voto anche delle donne venete, verrà rappresentata da soli uomini in occasione dell’elezione del nostro prossimo Capo dello Stato. Donne capaci e competenti non mancano all’interno del nostro Consiglio o della Giunta, a mancare invece sono coraggio e sensibilità; un aspetto su cui devono riflettere maggioranza e opposizione”.

“Un Veneto che aspira ad essere al passo coi tempi e inclusivo – conclude Guarda – non può perdere di vista la parità di genere anzitutto sulle scelte che le sue istituzioni sono chiamate a compiere. Allo stesso tempo, anche noi donne non possiamo mai stancarci di farci sentire: lo dobbiamo alle donne del Veneto”.

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