Dal fallimento del progetto polo a due gambe alla mancata apertura e al piano parcheggi: la questione ospedale irrompe in campagna elettorale. Se n’è parlato in un incontro organizzato all’Auditorium dal Centrosinistra.
La consigliere regionale Orietta Salemi ha ricordato i passaggi-telenovela del Magalini dal 2003 ad oggi: «Nel 2013 la Regione dice di investire su polo a due gambe con Villafranca e Bussolengo con 200 posti l’uno. Noi già allora puntavamo su un solo ospedale per acuti. Nel 2015 Coletto ribadisce polo a due gambe. Era già uscito il decreto ministeriale che rivoluziona l’organizzazione della rete ospedaliera che deve avere determinai standard. Altrimenti chiude. I direttori dell’area medica hanno detto al direttore che il polo a due gambe non rispondeva ai bisogni dei pazienti per la sicurezza e la riduzione del rischio clinico. Servono personale e risorse strumentali. No a medicina a Bussolengo e chirurgia a Villafranca. E così la Conferenza dei sindaci ha votato a favore del cambio delle schede. E si sono presi le parole per fare una cosa giusta. Ora Villafranca deve partire e produrre esiti se no per il decreto chiude. Bussolengo diventa riabilitativo. Borgo Trento, per esempio, manda i pazienti ad Arco».
Paolo Martari. Da 15 anni aspettiamo l’ospedale. La nostra gente ha dovuto rivolgersi altrove. Ma ci sono anche competenze del Comune significative.
La candidata sindaco Isabella Roveroni rincara la dose: «Siamo stati trattati come i bambini che le cose non le capiscono. Polo a due gambe è stata la grande menzogna che ci ha fatto perdere tempo e spendere soldi a Villafranca e Bussolengo senza avere ancora un vero ospedale. Abbiamo raccolto le opinioni degli operatori sanitari. Con l’organico ora in dotazione è un’utopia pensare di aprire i reparti con questo numero di letti. O si assume personale, i numeri resteranno solo sulla carta. Vanno ricercate e attratte le professionalità che abbiamo perso perché un ospedale non è fatto solo di muri e schede. Le responsabilità politiche ci sono. Nel 2003 i sindaci dissero che volevano il polo unico. La giunta regionale stabilì che in attesa del polo unico intanto si faceva il polo a due gambe.Nel 2004 l’assessore Gava scrisse a Zanolli di individuare l’area per il polo unico e il sindaco Zanolli segnalò un’area tra Villafranca e Pizzoletta con i parcheggi. Zanolli fu schernito col ”pollo unico”, che sarebbe costato tanti soldi e sarebbero passati tanti anni. Quando in consiglio facevamo appelli a chi poteva interloquire con la maggioranza regionale di Centrodestra non siamo stati ascoltati. La Commissione ospedale è stata convocata una volta in 5 anni. Adesso la revisione delle schede sconfessa quel progetto, considerato insostenibile ed inefficace».
Poi la questione parcheggi: «Un piano parcheggi è venuto tardivamente fuori negli ultimi tempi secondo noi insufficiente (mentre il sindaco Faccioli dice che ne bastano 250) utilizzando anche gli stalli usati normalmente dai residenti. Se sarò sindaco rivedrò il piano e lavorerò in sinergia coi soggetti del territorio affinché le schede vengano effettivamente realizzate con nuovo personale».
Graziella Manzato (Conferenza dei sindaci): «Davanti a un bisogno sanitario il cittadino ha il diritto a una risposta adeguata. La creazione dell’ulss unica provinciale è arrivata per fare risparmi ma di questo non si vede traccia».
