Il King Rock si conferma sempre più un punto di riferimento nel panorama dell’arrampicata sportiva, ospitando nel fine settimana la seconda prova della Veneto Boulder Cup 2026, competizione che ha richiamato atleti da tutta la regione e anche da fuori territorio.

Un evento che va oltre il semplice risultato agonistico e rappresenta un segnale concreto di crescita e consolidamento della struttura veronese, sempre più capace di attrarre appuntamenti di rilievo. La gara ha visto la partecipazione di 107 atleti, suddivisi tra categorie Under 17, Under 19 e Senior, con una presenza significativa anche di concorrenti provenienti da altre regioni.

Determinante, in questo percorso di sviluppo, è stata anche la nuova sala inaugurata lo scorso anno, che si sta rivelando uno spazio ideale per competizioni di alto livello. Dopo le qualifiche disputate in mattinata, il programma è proseguito con le finali pomeridiane, durante le quali i migliori atleti si sono confrontati su tre blocchi decisivi per l’assegnazione dei titoli di categoria e delle classifiche assolute.

VenCup 13

Sul fronte sportivo, buone indicazioni arrivano anche dal vivaio dell’ASD King Rock Climbing. Nonostante l’assenza di tre atleti di punta – Pietro Franzoni, Carolina Gradaschi ed Emma Gregorotti, impegnati con la nazionale nel raduno pre-europeo in Portogallo – la società scaligera ha comunque ottenuto risultati significativi.

Tre i podi conquistati: Sofia Carrarini ha chiuso al terzo posto nell’Under 19 femminile, mentre nell’Under 17 maschile è arrivata una doppietta con Giulio Sbabo secondo e Pietro Pisani terzo.

Soddisfazione nelle parole di Nicola Tondini, responsabile dell’area agonistica: «La presenza di atleti da fuori regione è per noi un segnale importante. Significa che il lavoro svolto in questi anni, sia sull’impianto sia sull’organizzazione, sta andando nella direzione giusta. L’obiettivo è continuare a crescere, offrendo competizioni di qualità e accompagnando i giovani nel loro percorso sportivo».

Un appuntamento che conferma quindi il ruolo del King Rock come polo sempre più centrale per l’arrampicata, capace di coniugare organizzazione, partecipazione e sviluppo del talento.