(di Francesca Romana Riello) Personale allo stremo: nove notti in un mese, ferie estive ancora da definire, turni che si allungano oltre l’orario previsto. La UIL FP Verona porta all’esterno una situazione che, secondo il sindacato, da tempo viene segnalata dal personale dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata.

La denuncia non riguarda un singolo reparto. Secondo la UIL FP, medici, infermieri e operatori socio sanitari si trovano sempre più spesso a compensare carenze di organico con la propria disponibilità, in un meccanismo che rischia di trasformare l’eccezione in una consuetudine.

Tra turni, ferie e carenza di organico

Le segnalazioni raccolte dal sindacato parlano di trattenimenti oltre l’orario programmato, recuperi non sempre garantiti e una gestione delle ferie estive che in molti casi resta ancora incerta. Sullo sfondo ci sono organici che, secondo la UIL FP, non sono più adeguati ai livelli di attività richiesti.

«La sanità pubblica veronese è un patrimonio da difendere, ma non può reggersi sulla fatica continua del personale», afferma Marco Bognin, segretario generale della UIL FP Verona. «Quando lavoratrici e lavoratori sono stanchi, demotivati e privati dei giusti tempi di recupero, a pagare il prezzo sono anche i cittadini. Trattare bene il personale significa garantire cure più sicure e una sanità migliore».

È un tema che torna periodicamente nel confronto tra organizzazioni sindacali e aziende sanitarie: la difficoltà di mantenere gli stessi livelli di servizio quando il personale disponibile non cresce con la stessa velocità delle esigenze assistenziali.

Personale allo stremo

Personale allo stremo

Per la UIL FP la questione centrale è il rapporto tra attività richieste e risorse effettivamente presenti nei reparti. Continuare a mantenere gli stessi standard organizzativi senza adeguare gli organici, sostiene il sindacato, significa scaricare il peso sulle persone che ogni giorno garantiscono il funzionamento dell’ospedale.

«La programmazione deve fare i conti con il personale realmente disponibile», osserva Samuele Marinelli, segretario provinciale UIL FP Verona con delega alla Sanità pubblica. «Se gli operatori non ci sono, servono scelte organizzative responsabili, anche attraverso la temporanea riduzione dei posti letto nei servizi maggiormente in difficoltà, per tutelare lavoratori e pazienti».

Per la UIL FP la situazione non può più essere affrontata facendo affidamento esclusivamente sulla disponibilità del personale. Il sindacato sostiene che le difficoltà organizzative stiano assumendo carattere strutturale e richiedano interventi che tengano conto degli organici realmente presenti.

L’obiettivo, spiegano i rappresentanti sindacali, è evitare che la pressione continua sui lavoratori finisca per ripercuotersi anche sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza delle cure.

La richiesta alla Regione

La UIL FP chiede un intervento immediato sia all’Azienda ospedaliera universitaria integrata sia alla Regione Veneto. La richiesta è quella di una programmazione costruita sugli organici effettivamente disponibili e capace di garantire condizioni di lavoro considerate sostenibili.

«Difendere chi lavora negli ospedali significa difendere il sistema sanitario pubblico e il diritto dei cittadini a ricevere assistenza sicura e di qualità», conclude Bognin.

Il confronto con l’azienda resta aperto. Sul tavolo ci sono ferie estive, turni notturni e gestione dei recuperi, ma soprattutto la richiesta di una programmazione che tenga conto delle risorse realmente disponibili nei reparti.

Personale allo stremo
Marco Bognin segretario generale della Uil FP Verona