Ancora in aumento nel 2026

Anche il 2026 si apre senza segnali positivi sul fronte della sicurezza sul lavoro. A Verona gli infortuni, mortali e non, continuano a crescere, confermando la provincia 1ªin Veneto per incidenza del fenomeno.

A dirlo sono i dati Inail aggiornati a febbraio 2026: nei primi 2 mesi dell’anno Verona registra 2.120 infortuni non mortali, 18 in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che la colloca appena sopra Padova, ferma a 2.111 casi. Ancora più preoccupante il bilancio degli incidenti mortali: la provincia veronese conta già 3 vittime, contro le 2 di Padova, su un totale regionale di 8 decessi.

La Cgil denuncia: grave che gli incidenti sul lavoro non diminuiscano

Un quadro che continua a destare forte preoccupazione anche sul piano sindacale. “Come Cgil continuiamo a stigmatizzare il silenzio assordante che accompagna questo stillicidio quotidiano e spesso mortale. Ma non ce ne stiamo con le mani in mano”, afferma Raffaello Fasoli, segretario della Cgil di Verona.

Venerdì 17 al Teatro Nuovo di San Michele, il sindacato ha riunito delegati e Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls), aprendo un confronto su temi centrali come appalti, sfruttamento e caporalato. Nel corso dell’incontro è stato presentato il nuovo “Manuale per le Vertenze”, una guida pratica rivolta a sindacaliste e sindacalisti per riconoscere e contrastare fenomeni sempre più diffusi e spesso difficili da individuare, come i falsi appalti e le diverse forme di sfruttamento.

Il legame tra incidenti sul lavoro e mancato rispetto dei diritti emerge con forza. “La maggior parte degli infortuni, anche mortali, si verificano nell’ambito degli appalti, dove i lavoratori stranieri risultano spesso i più fragili ed esposti al rischio”, sottolinea Raffaello Fasoli,, segretario della Cgil di Verona. “È un punto su cui continuiamo a insistere: non può esserci sicurezza senza il pieno riconoscimento dei diritti”.