L’Adige è stato tra i primi, se non il primo, a sollevare il caso del taglio dei 62 tigli di via Preare per far posto ad una pista ciclabile. Sul tema si era espresso l’assessore al Verde pubblico Federico Benini, di cui abbiamo riportato le ragioni, ed era poi intervenuto Giorgio Massignan, storico leader dell’ambientalismo veronese, cui ha risposto, non condividendone la posizione, la signora Giovanna Mariotti. Oggi Massignan replica. L’Adige pubblica volentieri, su questo ed altri temi, tutte le opinioni dei lettori, a prescindere dalla loro posizione specifica o politica, perché vuol essere uno strumento libero che dà voce ai veronesi, della città e della provincia. E ringrazia tutti quelli che vogliono intervenire.

(Giorgio Massignan) Rispondo alla signora Giovanna Mariotti che, in un suo articolo, mi ha simpaticamente definito “il gran censore dell’urbanistica veronese”. Se per l’epiteto di censore, si è ispirata a Marco Porcio Catone, noto come Catone il Censore, non posso che ringraziarla ed esserne onorato per tanto immeritato omaggio, il suo nome è sinonimo di severità morale.
Oltre a Cartagine, il grande nemico del Censore era Scipione l’Africano, il mio non è così celebre, ma altrettanto importante, la discrezionalità delle scelte urbanistiche che impedisce una vera pianificazione partecipata.

MASSIGNAN copia


Nell’articolo della cortese signora, ho evidenziato alcune imprecisioni che devono essere corrette.
Innanzitutto, le perizie avrebbero dovute essere preventivamente presentate e spiegate agli abitanti della zona, probabilmente si sarebbero evitate polemiche e contrasti.

Centrale nella vicenda tigli la perizia

È vero che nella Consulta del Verde ci sono due rappresentati di Verona Polis, l’associazione che presiedo, ma questo non toglie che dovesse essere l’amministrazione ad avere il compito di organizzare un confronto, dati alla mano, con i cittadini, non la Consulta.
Personalmente non sono intervenuto sull’inevitabilità o meno del taglio degli alberi, ma sulla necessità di rendere, preventivamente, pubbliche le perizie.

Gli ambientalisti seri non potevano chiedere, come sostiene la gentile signora, “reimpianti adeguati”, per il semplice motivo che via Preare è una strada extra urbana e il nuovo codice della strada vieta di mettere a dimora piante di alto fusto sul ciglio di quelle arterie. Se la strada sarà riqualificata urbana, allora sarà possibile.

Nessuno nega l’importanza dei percorsi ciclabili, ma devono essere studiati e pianificati evitando di provocare nocivi impatti ambientali. C’era tutto il tempo per disegnare un altro percorso espropriando una fascia di terreno agricolo a fianco della strada. Si sarebbero risparmiati i tigli ed evitato di intubare il progno, pratica sconsigliata.