(Angelo Paratico) Un tempo l’Italia era all’avanguardia nella costruzione di centrali nucleari, eppoi decidemmo di chiuderle tutte, sull’onda emotiva del disastro di Chernobyl, causato solo da stupidità umana.
La Cina invece sta investendo nel nucleare per potersi liberare della schiavitù del carbone e del petrolio. La tecnologia necessaria gli era stata fornita dalla Francia, che negli anni ’80 aveva completato due impianti nella provincia meridionale del Guangdong, a ridosso di Hong Kong.

Anche le loro capacità costruttive di reattori nucleari di alta qualità sono cresciute a dismisura. La Cina ha annunciato di avere ora la capacità di costruire fino a 50 reattori nucleari contemporaneamente, mentre intensifica gli sforzi per espandere rapidamente la propria produzione di energia nucleare e diventare un leader mondiale nel settore.
Il dato emerge da un rapporto pubblicato venerdì 24 aprile 2026 dall’Associazione cinese per l’energia nucleare (CNEA), che sottolinea la propria capacità di gestire contemporaneamente decine di progetti nucleari che coprono l’intero ciclo di vita dei progetti, dalla progettazione alla costruzione.
Negli ultimi anni Pechino ha intrapreso un rapido potenziamento del proprio settore nucleare nell’ambito di uno sforzo più ampio volto a ridurre le emissioni di carbonio e la dipendenza nazionale dai combustibili fossili – una strategia che ha acquisito rinnovata urgenza alla luce della guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Secondo la CNEA, la Cina punta a diventare una “potenza” nel settore dell’energia nucleare entro il 2030, superando gli Stati Uniti in termini di capacità nucleare totale installata ed emergendo come il più grande produttore mondiale di energia nucleare in termini di scala.
La Cina ha in costruzione 36 reattori nucleari
Il Paese ha già 60 reattori nucleari in esercizio commerciale e altri 36 in costruzione, il che rappresenta più della metà del numero totale di reattori attualmente in costruzione a livello globale, mostra il rapporto.
Le autorità cinesi hanno inoltre approvato la costruzione futura di ben 16 reattori. Una volta completati tutti questi progetti, la capacità nucleare installata della Cina raggiungerà i 125 gigawatt (GW), secondo il rapporto.
Entro il 2040, la Cina dovrebbe disporre di 200 GW di capacità installata, ha dichiarato Yang Changli, presidente a rotazione della CNEA, al media nazionale chinanews.com.cn.
Sempre secondo la CNEA, nel 2025 gli investimenti cinesi nell’energia nucleare hanno raggiunto i 23,6 miliardi di dollari, con un aumento del 9,6% rispetto all’anno precedente. La costruzione rimane fortemente concentrata nelle province costiere, che sono i principali centri di produzione industriale e di domanda energetica del Paese.
Dal punto di vista tecnologico, lo Hualong One – il reattore di terza generazione sviluppato internamente dalla Cina – è ora entrato in una fase di “costruzione in serie”. Secondo il rapporto ben otto unità Hualong One sono in esercizio commerciale e altre 33 sono state approvate per la costruzione, rendendolo uno dei reattori nucleari di terza generazione più diffusi al mondo.

L’Hualong One è un reattore nucleare ad acqua pressurizzata di terza generazione ormai maturo, utilizzato principalmente per la produzione di elettricità e come fonte di calore primaria. Il reattore ad alta temperatura raffreddato a gas – un concetto di quarta generazione in grado di raggiungere temperature di uscita dal nocciolo comprese tra 700 e 1.000 gradi Celsius – contribuirà al riscaldamento secondario.
Nel frattempo, la Cina sta lavorando allo sviluppo di nuove applicazioni per l’energia nucleare in ambito industriale. Secondo quanto riferito, sono in corso progetti pilota che utilizzano reattori nucleari per fornire vapore ad alta temperatura a progetti in settori ad alta intensità energetica come quello petrolchimico, in sostituzione delle caldaie a carbone. L’energia nucleare ha generato il 4,82% della produzione totale di elettricità della Cina lo scorso anno, secondo i dati della CNEA, ma tale percentuale raggiungerà rapidamente delle percentuali molto maggiori.
