(di Francesca Romana Riello). Mal di schiena, oltre la postura: che il mal di schiena dipenda dalla postura è una delle idee più radicate, e tra le più difficili da smontare. All’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona provano a farlo partendo dai dati: dietro il dolore, quasi sempre, c’è un intreccio di fattori: sedentarietà, stress, qualità del sonno, carichi ripetuti, condizioni metaboliche. La postura è una variabile, non la causa.  

Il rischio di cercare una spiegazione unica è di sbagliare anche la risposta. Il dolore muscoloscheletrico è tra i più diffusi, incide sulla qualità della vita e pesa sui costi sanitari e sociali.

Mal di schiena, oltre la postura

Il dolore non ha una sola causa

All’unità di Recupero e Riabilitazione Funzionale, diretta da Ermes Vedovi, il punto di partenza è cambiare prospettiva: non inseguire una postura “perfetta”, ma migliorare la capacità del corpo di adattarsi.

«Dobbiamo scardinare il mito della postura perfetta, spiega Vedovi. Non esiste una correzione valida per tutti. La postura è una funzione, non una fotografia».

Non si tratta di correggere una posizione, ma di lavorare sulla relazione tra carichi e capacità della persona. Il corpo si adatta continuamente; nel lavoro, nello sport, nella vita quotidiana e anche il dolore modifica la postura, spesso in modo involontario.

È un rapporto bidirezionale, che rende sterile cercare una causa unica. Più utile intervenire su ciò che è modificabile: movimento, abitudini, ritmo della giornata.

Mal di schiena, oltre la postura

Mal di schiena, oltre la postura

Il problema principale, soprattutto nell’adulto, non è come si sta seduti: è per quanto tempo. Ore davanti a uno schermo, movimenti ridotti al minimo, staticità prolungata che pesa più di un errore posturale isolato.

«Ridurre la postura a una fotografia è fuorviante, osserva Simone Patuzzo, fisioterapista . Conta come una persona si muove e come distribuisce i carichi nel tempo».

Le indicazioni sono essenziali: cambiare posizione durante la giornata, interrompere le fasi statiche, allenare forza e resistenza. Non rivoluzioni, ma continuità.

Nei bambini la postura è in continua evoluzione. Molto di ciò che viene percepito come “sbagliato” rientra nella variabilità normale. L’obiettivo non è correggere, ma accompagnare la crescita: meno sedentarietà, meno schermi, attenzione all’alimentazione e al benessere emotivo.

Nell’anziano il tema cambia: non allineamento, ma funzione. Alzarsi da una sedia, salire le scale, mantenere l’equilibrio, ridurre il rischio di cadute. La risposta resta concreta: attività fisica regolare, adattata, costruita su forza ed equilibrio.

Mal di schiena, oltre la postura

Prevenzione e costi, il peso del sistema

Il dolore muscoloscheletrico ha ricadute dirette sul sistema economico: assenteismo, calo di produttività, cronicizzazione.

Per questo la prevenzione entra anche nel linguaggio dell’economia sanitaria: investire in movimento, educazione e stili di vita significa ridurre i costi nel tempo. In questa direzione si collocano strumenti come la teleriabilitazione e i programmi di welfare aziendale, quando accessibili.

In tutte le fasce d’età, la logica resta la stessa: non inseguire un modello ideale, ma rendere il corpo più capace di rispondere alle richieste quotidiane. Non trovare la postura giusta una volta per tutte, ma imparare a cambiarla.

«La migliore postura è sempre la prossima», sintetizza Patuzzo.

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