Vogliono rivedere le regole sulle licenze

/Una presa di posizione netta parte da Cazzano di Tramigna per difendere il cuore pulsante dell’economia locale: il settore vitivinicolo. Il consigliere comunale Valentino Nordera, neo responsabile del comitato costituente di Futuro Nazionale della Valtramigna, ha presentato un ordine del giorno urgente per chiedere all’amministrazione che si attivi nelle opportune sedi per una revisione del sistema delle autorizzazioni viticole, oggi considerato troppo rigido e punitivo per le aziende del territorio.

Il punto centrale della protesta riguarda il meccanismo di decadenza delle licenze. Secondo Nordera, il sistema attuale mette a rischio gli investimenti generazionali, infatti, se un agricoltore decide di estirpare un vigneto per diversificare la produzione o per una pausa temporanea, rischia di perdere definitivamente il diritto di reimpianto dopo pochi anni.
Non chiediamo privilegi, ma buonsenso-, si legge nel documento-. “Quelle autorizzazioni rappresentano sacrifici costruiti nel tempo. Non è giusto che una scelta imprenditoriale legittima si traduca in una perdita definitiva del valore aziendale.”

Da Cazzano alla Valpolicella al Garda s’allarga la protesta

L’iniziativa nasce in un contesto già critico per le colline del veronese e la protesta si è già diffusa in tutto il territorio della provincia, dall’est passando alla Valpolicella e arrivando fino alle sponde del Lago di Garda, dato che sono molte le denominazioni che risentendo di queste scelte in una situazione di mercato molto delicata, come sottolineano molti imprenditori del settore.

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Il testo elenca una serie di “dinamiche reali”, comuni a tutta la nostra provincia, che stanno mettendo in ginocchio le aziende: dal calo dei consumi all’aumento delle giacenze, fino alla piaga dei nuovi parassiti e alla cronica carenza di manodopera stagionale. Su quest’ultimo punto, la richiesta è chiara: servono strumenti meno onerosi e una burocrazia semplificata per permettere agli agricoltori di assumere personale senza costi insostenibili.

Nonostante i Comuni non abbiano competenza diretta sulle leggi agricole, l’obiettivo dell’ordine del giorno è politico, e diventa uno dei cavalli di battaglia del settore agricolo, impegnare Sindaci e territorio a farsi portavoce del disagio dei produttori locali presso la Regione Veneto.
Difendere l’agricoltura oggi significa difendere la nostra identità,” conclude l’atto, sottolineando come la tenuta del comparto sia essenziale non solo per l’economia, ma anche per la tutela ambientale e sociale della comunità, non solo di Cazzano di Tramigna, ma dell’intera provincia di Verona e per estensione del Veneto, che rappresentano il cuore pulsante della viticoltura italiana, sia in termini di volumi, che di valori, che però devono essere tutelati.

Una singola voce, partita da un piccolo comune dell’Est Veronese, sta raccogliendo consensi e supporto in tutta la provincia, come sottolineato anche dai recenti studi presentati in occasione di Vinitaly, perché la tematica è fondamentale per lo sviluppo sostenibile dell’intera filiera vitivinicola, pilastro portante dell’economia veronese