Bisogna ridurre traffico e inquinamento, ma il dibattito è fermo a posizioni ideologiche
(Giorgio Pasetto*) Il dibattito sul Traforo delle Torricelle continua a essere affrontato senza il necessario rigore tecnico. Eppure i dati sulla mobilità veronese sono chiari: sulle principali direttrici urbane si registrano flussi superiori ai 90.000 veicoli al giorno, con livelli di congestione che nelle ore di punta raggiungono condizioni critiche.
Le simulazioni sviluppate negli anni indicano che un’infrastruttura come il traforo potrebbe deviare fino al 30% del traffico di attraversamento, con una riduzione dei tempi di percorrenza fino al 20-30% e un abbattimento delle emissioni locali fino al 20% nelle aree più congestionate.
Al traforo non c’è alternativa
Nonostante questi elementi, il confronto politico resta bloccato. In particolare, colpisce la fragilità delle posizioni di chi si oppone senza presentare alternative progettuali in grado di incidere sugli stessi volumi di traffico.
Di fronte a numeri di questa portata, limitarsi a dire no senza proporre soluzioni è il segno di una debolezza politica evidente. Verona ha bisogno di scelte basate su dati e responsabilità, non di posizioni ideologiche che bloccano tutto senza offrire alcuna via d’uscita.

Il rischio, in assenza di interventi strutturali, è quello di lasciare la città in una condizione cronica di congestione, con effetti negativi su qualità dell’aria, tempi di vita e competitività economica.
Il Traforo delle Torricelle non è una questione ideologica: è un tema tecnico che richiede competenza e capacità decisionale.
*Area Liberal. Lista civica Verona Corre
