(di Francesca Romana Riello). Da simbolo dei Giochi a viaggio nei centri sportivi del territorio:la fiamma olimpica non si è fermata con la chiusura dei Giochi di Milano Cortina 2026. Una delle torce che il 18 gennaio aveva attraversato Verona tra ali di folla, bandiere e strade bloccate per il passaggio del corteo è tornata in città e nei prossimi mesi ricomincerà a muoversi. Stavolta non tra le grandi cerimonie internazionali, ma dentro piscine, palestre e centri sportivi del territorio veronese.
L’iniziativa è promossa dal Comitato provinciale Opes Verona insieme al tedoforo Giampaolo Beschin. Da maggio a dicembre la torcia farà tappa in diverse strutture sportive della provincia, portando con sé il racconto dei Giochi e provando a trasformare un simbolo olimpico in qualcosa di vicino alla vita quotidiana delle persone.

Dalla cerimonia ai quartieri
Il ricordo delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi invernali è ancora molto presente in città. Verona ha avuto un ruolo centrale nell’edizione 2026, ospitando in Arena la cerimonia di chiusura olimpica e quella di apertura paralimpica. Eventi che hanno riportato il capoluogo veneto al centro di un appuntamento internazionale raramente vissuto in queste dimensioni.
Il momento rimasto più impresso, anche per la sua dimensione popolare, è stato il passaggio della fiamma. Il 18 gennaio la torcia aveva attraversato il centro storico e diversi quartieri cittadini, accompagnata da migliaia di persone lungo il percorso. Ora quell’oggetto torna a circolare in modo completamente diverso: non più protetto dal protocollo di un grande evento, ma portato fisicamente nei luoghi dove lo sport viene praticato ogni giorno.
Le prime tappe annunciate saranno la piscina Dimensione Movimento di Lugagnano, la palestra New Gym di Bussolengo e Le Club di Verona. Poi il percorso proseguirà fino alla fine dell’anno coinvolgendo altre realtà sportive del territorio.

La torcia olimpica torna a Verona
Dopo l’attenzione mediatica, le immagini televisive e gli eventi ufficiali, resta la domanda su cosa rimanga davvero nei territori che hanno ospitato le Olimpiadi. Opes prova a rispondere riportando il simbolo olimpico dentro lo sport di base: non come reliquia da esporre, ma come occasione di incontro con ragazzi, allenatori, famiglie e volontari.
«Come presidente di Opes Verona sono molto felice per il ritorno della Torcia Olimpica a Verona, spiega Alessandro Boggian . È il recupero e il rilancio di un simbolo carico di valori che guidano il nostro impegno quotidiano: inclusione, educazione, rispetto, partecipazione e coesione sociale».

Lo sport oltre i grandi eventi
Le Olimpiadi vivono normalmente dentro una dimensione gigantesca fatta di impianti, sponsor, televisione e numeri enormi. Questo tour riporta tutto su scala locale. La torcia entrerà in luoghi molto normali: corsi di nuoto, allenamenti serali, bambini che iniziano a fare sport, palestre di quartiere.
Secondo Opes, la fiamma vuole diventare «una voce che unisce passato, presente e futuro», capace di raccontare storie di impegno e passione attraverso le esperienze sportive del territorio. Dopo mesi di grandi eventi e riflettori internazionali, Verona torna così alla sua dimensione più concreta. E la torcia, invece di sparire dopo i Giochi, continuerà a passare di mano in mano.

