La sicurezza urbana e il contrasto al degrado passano anche dalla presenza delle attività economiche nei quartieri e nei centri cittadini. È il messaggio lanciato da Confcommercio Verona in occasione della Giornata della Legalità promossa a livello nazionale dall’associazione, che quest’anno si è svolta con lo slogan “Più negozi e più sicurezza per contrastare la desertificazione e far crescere le comunità”.
Secondo i dati dell’indagine Confcommercio, il 30% delle imprese del terziario del Nord Est, percentuale in linea con il territorio veronese, segnala un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2025. Inoltre, il 54,2% ritiene che la presenza di negozi sfitti o chiusi favorisca fenomeni di microcriminalità e vandalismo.
“Legalità e sicurezza sono condizioni imprescindibili per garantire sviluppo economico, vivibilità e coesione sociale – afferma il presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena –. Dove ci sono negozi aperti, imprese attive e centri urbani vitali si crea presidio del territorio, si rafforza il senso di comunità e si contrasta il degrado. Al contrario, la desertificazione commerciale rischia di impoverire non solo l’economia ma anche il tessuto sociale delle nostre città”.
Arena sottolinea inoltre come il 75,1% delle imprese chieda un rafforzamento dei presidi di sicurezza nelle aree maggiormente interessate dalla microcriminalità.
Un focus particolare riguarda il centro storico cittadino. “La microcriminalità e i fenomeni di degrado urbano incidono sulla percezione di sicurezza di residenti, imprese e visitatori – evidenzia Francesca Toffali –. Nel Nord Est il 27,2% delle imprese dichiara di aver riscontrato episodi criminali collegati alle baby gang nella propria zona operativa e il 37,8%teme gli effetti della mala movida, soprattutto per vandalismi, danneggiamenti e degrado urbano”.
Secondo Toffali, il centro storico deve continuare a essere “un luogo vissuto, attrattivo e sicuro”, capace di valorizzare il commercio di vicinato e le attività economiche che quotidianamente garantiscono presenza e vitalità.
L’attenzione si concentra anche sulle periferie. “Nei quartieri il degrado è purtroppo in aumento – dichiara Massimo Montresor –. Il 39,1% delle imprese del Nord Est indica il degrado urbano come principale conseguenza della chiusura delle attività economiche di quartiere, davanti persino alla crescita dell’insicurezza e alla riduzione delle opportunità di lavoro. Quando vengono meno servizi e attività economiche aumentano inevitabilmente le fragilità sociali e il senso di abbandono”.
Sul fronte della sicurezza nel commercio interviene anche Christian Salvi, che richiama l’attenzione sul rischio di furti e rapine nel comparto orafo. “I furti rappresentano oggi il fenomeno criminale che preoccupa maggiormente gli imprenditori del terziario nel Nord Est e a Verona: il 37,3% delle imprese li considera il principale rischio per la sicurezza propria, dei collaboratori e delle attività”.
Secondo Salvi, proprio per questo motivo l’88,4% delle imprese del terziario ha investito negli ultimi anni in sistemi di videosorveglianza, allarmi antifurto e altre misure di protezione dei punti vendita.
Il tema della legalità coinvolge anche il settore immobiliare. “L’abusivismo rappresenta un problema serio anche per il territorio veronese – spiega Francesco Gentili –. Il 66,3% delle imprese del terziario ritiene di essere penalizzato da abusivismo e contraffazione, soprattutto in termini di concorrenza sleale e riduzione dei ricavi”.
Gentili richiama inoltre la recente operazione di polizia che ha portato alla scoperta di agenti immobiliari abusivi attivi nel Veronese, sottolineando come l’attività svolta senza abilitazioni comporti rischi economici sia per i professionisti regolari sia per i cittadini.
A chiudere è il direttore generale di Confcommercio Verona, Nicola Dal Dosso, che ribadisce l’impegno dell’associazione nella promozione della cultura della legalità e della concorrenza leale.
“È significativo che il 68,4% degli imprenditori del Nord Est ritenga fondamentale denunciare gli episodi criminali subiti – conclude –. Serve sostenere le imprese sane, contrastare ogni forma di illegalità e consolidare il dialogo tra istituzioni, categorie economiche e forze dell’ordine”.
