(di Francesca Romana Riello) Zevio e la lirica, un progetto che guarda oltre la mostra: dai cimeli della Callas, alla nuova esposizione sulla storia areniana ad un teatro da 450 posti: la città punta sulla continuità.
Nella Sala Rossa della Provincia di Verona è stata presentata questa mattina “Da Zenatello a Maria Callas, Storia lirica veronese”; la mostra ospitata nella sala civica culturale di Zevio all’ingresso del futuro Museo Callas. L’iniziativa cade nel 150° anniversario della nascita di Giovanni Zenatello, il tenore veronese che contribuì alla fondazione del Festival areniano e che per primo intuì il talento di Maria Callas.
L’esposizione raccoglie documenti, fotografie, abiti, telegrammi e oggetti originali legati alla storia della lirica veronese. Tra i pezzi più significativi ci sono la poltrona personale di Zenatello, il disco autografato di “Celeste Aida” inciso nel 1906, l’Arena d’Argento del 1976 e una selezione di materiali provenienti dalla collezione privata della famiglia Chiantera, che ha collaborato direttamente all’allestimento. Nel racconto trovano spazio anche altri nomi della tradizione lirica veronese, come Nino Martini e Nino Ederle.

Zevio e la lirica come nuova identità
La mostra si inserisce dentro un disegno più ampio costruito dal Comune attorno al legame storico tra la città e Maria Callas. La soprano visse infatti a Zevio parte della propria vita insieme a Giovanni Battista Meneghini, ed è proprio attorno a questa connessione che l’amministrazione sta cercando di costruire una riconoscibilità culturale stabile.
A questo si aggiunge il nuovo teatro da 450 posti, ormai in fase conclusiva di realizzazione e pensato in collegamento diretto con attività musicali e spettacoli legati alla lirica.
La sala espositiva è integrata con il Centro Civico e segue gli orari della Biblioteca comunale, con aperture distribuite tra mattina e sera. Sono previste anche aperture domenicali in coincidenza con il mercato cittadino, nel tentativo di intercettare un pubblico più ampio. I visitatori potranno seguire la visita in autonomia attraverso QR code con contenuti video e approfondimenti multimediali.

Da Zenatello a Maria Callas, la sfida è trasformare la memoria in pubblico
Quanto il progetto riuscirà davvero a produrre un flusso stabile di visitatori dipenderà dalla capacità di tenere insieme teatro, museo ed eventi dentro una proposta continuativa e riconoscibile. Per ora l’impostazione punta soprattutto su accessibilità, aperture ampie e fruizione autonoma; la verifica più importante arriverà però con i prossimi anni di attività.
Il Museo Callas ha come data di apertura la prossima settima. Il teatro, invece, è atteso nei prossimi mesi. Se i due spazi riusciranno a muoversi insieme, Zevio potrà smettere di essere soltanto un luogo legato alla memoria della Callas e diventare uno spazio culturale riconoscibile dentro il sistema lirico veronese.

