Il metodo del dott. Lugoboni direttore di Medicina delle Dipendenza dell’ospedale Borgo Roma

L’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona rilancia il proprio impegno nella lotta al tabagismo puntando su un alleato sempre più riconosciuto: la citisina, un farmaco efficace, sicuro ed economico per smettere di fumare.

Da oltre 10 anni, l’Unità operativa complessa di Medicina delle dipendenze di Borgo Roma utilizza questo composto naturale per contrastare la dipendenza da nicotina.
Inserita nel 2025 nella lista dei farmaci essenziali dell’Organizzazione mondiale della sanità, la citisina rappresenta oggi l’opzione farmacologica più accessibile, particolarmente apprezzata dai forti fumatori che necessitano di trattamenti più lunghi e intensivi. Attualmente non è prescrivibile con ricetta rossa, ma viene preparata in forma galenica e somministrata ai pazienti seguiti dall’unità.

Medicina delle dipendenze dott Fabio Lugoboni

Per tutta la settimana, nella sede di Borgo Roma diretta dal dottor Fabio Lugoboni, sarà inoltre possibile ritirare gratuitamente il volume Aiutare a smettere di fumare? È più facile di quanto pensi”, pensato per supportare i pazienti nel percorso di cessazione.

La citisina è un alcaloide naturale estratto principalmente dalle leguminose. La sua efficacia deriva dalla capacità di legarsi ai recettori nicotinici, riducendo gli effetti della nicotina senza provocare i tipici sintomi di astinenza. A ciò si aggiungono effetti collaterali generalmente lievi e un basso rischio di interazioni con altri farmaci, rendendola una soluzione terapeutica vantaggiosa sia dal punto di vista clinico che economico.

Il metodo per smettere di fumare che funziona

Importanti conferme arrivano anche dalla ricerca condotta proprio a Verona. Nel 2024 Medicina delle dipendenze ha realizzato uno studio, pubblicato sulla rivista Frontiers, che ha coinvolto 300 fumatori ricoverati e motivati a smettere. Il trattamento, basato su un ciclo di 25 giorni con riduzione progressiva del dosaggio a partire dal cosiddetto “Quit Day”, è stato monitorato per un anno. L’obiettivo principale era valutare la sicurezza del farmaco, attraverso la rilevazione di eventuali eventi avversi secondo le normative AIFA, mentre quelli secondari riguardavano efficacia e aderenza terapeutica. L’astinenza è stata verificata sia tramite diari giornalieri sia con test del monossido di carbonio, accompagnati da un rigoroso follow-up clinico.

FUMO

Il contesto resta preoccupante. Il fumo di tabacco rappresenta infatti il principale fattore di rischio prevenibile per la mortalità globale. È responsabile di numerose patologie oncologiche, tra cui il tumore al polmone, ma anche di malattie croniche come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e le patologie cardiovascolari. In Italia, circa la metà dei fumatori muore prematuramente per cause legate al fumo, con un’incidenza crescente tra i giovani.

Alla base della dipendenza vi è la nicotina, una sostanza ad altissimo potenziale addictivo che agisce sui circuiti cerebrali della ricompensa, stimolando il rilascio di dopamina. Per questo, la dipendenza da tabacco è riconosciuta come una vera e propria patologia che richiede un approccio clinico strutturato, basato su strategie integrate farmacologiche e comportamentali.

Prendete la palla al balzo e provateci invita il dottor Fabio Lugoboni –. La nostra Unità segue ogni anno circa 300 fumatori: siamo il primo centro in Veneto e tra i cinque più grandi in Italia. Siamo inoltre l’unico ospedale in Europa a somministrare la citisina ai pazienti ricoverati in tutti i reparti che desiderano smettere di fumare”.