Luci, laser e grandi voci per il capolavoro di Verdi
(di Gianni Schicchi) Dopo il successo delle due Traviate di apertura, ritorna al 103° Opera Festival in Arena, l’Aida “di cristallo” firmata da Stefano Poda nella regia, scene, costumi e luci. L’edizione rimarrà in scena anche: il 25 giugno, 2, 10, 19, 24 luglio, prima di lasciare il passo all’altra Aida., quella di Zeffirelli.
Poda ha concepito il suo spettacolo fra piramidi luminose, fasci di laser, schiere di figuranti e costumi futuribili, che citano sia l’iconografia egizia classica, che le creazioni di Paolo Rabanne, Roberto Cappucci e Damien Hirst.

Aida grande installazione d’arte contemporanea
Aida si trasforma così in una grande installazione di arte contemporanea, in cui “il patrimonio dell’antico Egitto diventa quello del genio di Verdi, tramutato in una cattedrale laica, un luogo sacro e millenario, pronto a raccogliere tutte le migliori energie dell’Italia”. Il tutto inserito in uno scenario definito “antico e primordiale, fatto di elementi naturali, quali la pietra, il fuoco, la luce”, in cui la guerra è il rumore di fondo e il palcoscenico “mostra un chiaro dualismo: da un lato l’umanità produce, ama, abbellisce, eleva, dall’altro l’uomo distrugge, odia, spreca e abbatte quello che ha costruito, in un circolo pericoloso che sfugge ad ogni controllo”.
Nel ruolo della protagonista ritorna la nostra concittadina José Siri, soprano uruguaiano molto amata per la sua spontaneità e la sua disponibilità (sarà rimpiazzata per la recita del 19 luglio, da Alessandra De Giorgio). Al suo fianco l’Amneris della romeno-tedesca Judit Kutasi, allieva prediletta di grandi interpreti, da Virginia Zeani, a Brigitte Fassbaender e Ann Murray, reduce da un recente Aida al Metropolitan molto applaudita. La Kutasi aveva già debuttato in Arena nel 2018 ed era tornata per lo stesso ruolo nel 2019 e nel 2021. Nelle recite seguenti ci sarà spazio anche per la russa Alisa Kolosova (già in Carmen del 2024 e Amneris nel festival 2025) e per la francese Clementine Margaine, recente Carmen alla Scala e debuttante in Arena ancora cinque anni fa.
Il ruolo di Radames sarà ricoperto dall’azero Yusif Eyvazov, ormai da anni di casa in Arena. Voce importante ed oggi fra i più grandi tenori circolazione, che una settimana fa ha pure inaugurato la stagione con Traviata. Lo rimpiazzerà nelle prime due recite di luglio l’anziano americano Gregory Kunde. Come Amonasro si schiereranno: il mongolo Amartuvshin Enkhbat ormai affermatissimo a livello internazionale e il coreano Youngjum Park, mentre per il ruolo di Ramfis si alterneranno l’altro coreano Simon Lim e il russo Alexander Vinogradov, ambedue conosciuti dal pubblico areniano.
Nelle parti di fianco canteranno: Abramo Rosalen (il Re), Carlo Bosi (un messaggero) e Francesca Maionchi (sacerdotessa). Dirigerà l’inossidabile Daniel Oren, da oltre quarant’anni in Arena (vi debuttò nel 1984 con Tosca), la bacchetta più esperta su ogni segreto riguardante l’acustica dell’anfiteatro. L’opera inizia alle 21.15.

