È stato oggetto di una nuova sospensione il procedimento relativo al progetto presentato da TECNOINERTI S.R.L. per la realizzazione di un impianto di messa a dimora permanente (D1) di rifiuti pericolosi, nell’ambito del provvedimento autorizzativo unico regionale previsto ai sensi dell’art. 27-bis del D.Lgs. 152/2006, oltre che della L.R. 12/2024 e del Regolamento regionale n. 2/2025.

L’iter, già in precedenza sospeso su richiesta del proponente per consentire l’integrazione della documentazione richiesta dal Comitato Tecnico regionale VIA lo scorso 11 marzo 2026, subisce ora un ulteriore arresto per effetto di una nuova disposizione normativa regionale.

In particolare, il 16 maggio 2026 è entrata in vigore la Legge Regionale 13 maggio 2026, n. 7, che modifica la normativa regionale in materia di gestione dei rifiuti e introduce una misura specifica: la sospensione dei procedimenti, anche pendenti, relativi a nuovi impianti di smaltimento rifiuti situati a meno di 10 chilometri dal confine regionale, qualora sottoposti a Valutazione di Impatto Ambientale.

La sospensione rimane valida fino alla definizione di una specifica intesa tra le regioni interessate, ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione, chiamata a definire criteri localizzativi e modalità di verifica dei fattori di pressione ambientale.

La norma prevede inoltre che, entro il 31 dicembre 2026, la Giunta regionale definisca le modalità applicative dei criteri ambientali, previo parere delle commissioni competenti.

Secondo quanto riportato nella comunicazione ufficiale, l’intervento proposto da Tecnoinerti rientra proprio nella casistica prevista dalla nuova legge, trattandosi di un impianto localizzato entro la fascia dei 10 chilometri dal confine regionale. Da qui la decisione di sospendere il procedimento autorizzativo fino alla sottoscrizione dell’intesa prevista dalla L.R. 7/2026.

Il provvedimento interessa anche diversi enti territoriali e soggetti istituzionali coinvolti nell’iter autorizzativo e nella valutazione ambientale, tra cui la Provincia di Verona, i Comuni dell’area interessata, ARPAV e gli enti competenti in materia ambientale e sanitaria.

Soddisfazione da parte dell‘Amministrazione di Villafranca e in particolare dal vicesindaco e assessore all’Ecologia Riccardo Maraia e dall’Ufficio Ecologia del Comune, che fin dalle prime fasi della vicenda hanno seguito con continuità il procedimento, mantenendo alta l’attenzione istituzionale e contribuendo in modo determinante a rappresentare le istanze del territorio. L’impegno costante e la tempestività dell’azione amministrativa hanno permesso di rafforzare il presidio pubblico su una questione di rilevante impatto ambientale e sanitario per l’intera area interessata.