Entra ufficialmente in funzione la nuova Casa della Comunità di Villafranca Veronese, un presidio che rappresenta un passaggio significativo nel modello di assistenza territoriale dell’ULSS 9 Scaligera. La struttura si configura come un punto di riferimento unico per la salute di circa 80 mila cittadini residenti nei comuni di Villafranca, Mozzecane, Povegliano Veronese, Sommacampagna e Sona, con l’obiettivo di ridurre le distanze tra cittadini e servizi sanitari.
La Casa della Comunità integra cure primarie, specialistica ambulatoriale, servizi infermieristici, diagnostica di base e attività socio-sanitarie, ponendosi come snodo centrale della presa in carico globale della persona. L’impianto organizzativo è pensato per garantire continuità assistenziale e orientamento rapido, soprattutto per i pazienti cronici e fragili.
Determinante il contributo del Punto Unico di Accesso (PUA), che assicura orientamento, valutazione dei bisogni complessi e raccordo tra servizi sanitari e sociali. La gestione è affidata a un sistema integrato che coinvolge infermieri case manager e assistenti sociali dell’Ambito Territoriale Sociale.
La struttura è stata realizzata anche grazie alla generosità del sig. Dario Cordioli, che ha donato l’immobile alla comunità. L’edificio è dedicato alla memoria dei figli Paolo e Remigio Cordioli, ai quali è stata intitolata la Casa della Comunità.
Un gesto che, come sottolineato dalle istituzioni presenti, ha trasformato una vicenda personale in un presidio pubblico di rilevanza strategica per il territorio.
Il Direttore Generale dell’ULSS 9 Scaligera, dott. Pietro Girardi, ha evidenziato come la nuova struttura rappresenti un cambio di paradigma: dalla sanità ospedalocentrica a una rete di prossimità capace di intercettare i bisogni direttamente sul territorio. Particolare attenzione è stata posta ai percorsi di prevenzione, alla fragilità e alla presa in carico continuativa delle famiglie.
Il sindaco di Villafranca, Roberto Dall’Oca, ha sottolineato il valore strategico dell’opera per l’intero territorio villafranchese, evidenziando il ruolo della struttura nel ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso e nel rafforzare la rete territoriale. Ha inoltre espresso gratitudine verso la Regione Veneto e verso la famiglia Cordioli per il contributo offerto alla comunità.
I servizi attivi nella struttura
La Casa della Comunità ospita un ampio ventaglio di servizi:
- Punto Unico di Accesso (PUA) per orientamento e presa in carico socio-sanitaria
- Infermiere di famiglia e comunità (SIFoC) per la gestione della cronicità e la prevenzione
- Punto prelievi per esami e monitoraggi clinici
- Ambulatori di medicina generale e specialistica
- Postazioni di telemedicina collegate all’Ospedale Magalini di Villafranca
- Continuità assistenziale attiva nei festivi, prefestivi e notturni tramite il numero 116117
- Servizi di cure domiciliari e cure palliative, inclusa la terapia del dolore
- Sportello amministrativo territoriale e sistema CUP
- Ambulatori di diagnostica per il monitoraggio delle patologie croniche
- Supporto socio-lavorativo per persone con disabilità attraverso il servizio DISNA
La struttura include inoltre spazi dedicati alla sanità partecipata, con attività di educazione alla salute e percorsi di sostegno alle famiglie promossi dal servizio di psicologia.
Un progetto PNRR e di collaborazione pubblico-privata
L’intervento rientra nella Missione M6C1 del PNRR dedicata alle reti di prossimità e alla telemedicina. L’edificio, articolato su quattro piani fuori terra e un interrato, ha una superficie complessiva di circa 1.800 mq, di cui 1.500 destinati ai servizi sanitari.
Il costo complessivo dei lavori è pari a 2.155.758,14 euro, finanziati attraverso fondi PNRR, ministeriali e regionali. Il progetto prevede ulteriori sviluppi per i piani superiori, con la futura realizzazione di strutture residenziali per disabilità gravi e servizi specialistici.
La Casa della Comunità è pensata come spazio di collaborazione tra medici di medicina generale, pediatri, specialisti, assistenti sociali e operatori sanitari, con l’obiettivo di rafforzare la presa in carico multidisciplinare e rendere più efficace l’assistenza territoriale.
All’inaugurazione erano presenti rappresentanti istituzionali locali, dirigenti sanitari e amministratori dei comuni coinvolti, insieme alla famiglia Cordioli, protagonista di un gesto che ha reso possibile la realizzazione dell’intera struttura.
