Youtrend dà le intenzioni di voto degli italiani di ieri 18 giugno. La notizia è che il partito di Vannacci, Futuro Nazionale, con il 5,9 supera la Lega di uno 0,1. FdI rimane il primo partito con il 27,8, seguito dal Pd al 22,2 e dal M5S al 12,1. C’è quindi FI all’8,2, AVS al 6,8, Renzi al 2,1, +Eu all’1 e Lupi allo 0,9. Calenda è al 3,3.
Stando così le cose il centrosinistra raggiunge il 44, 2 e il centrodestra il 42,7. Restano fuori dalle coalizioni per motivazioni diverse Calenda e Vannacci.
Alle elezioni manca più di un anno, che in politica, si sa, è un’era geologica. Quindi possono succedere tante cose.
Ma l’entrata sulla scena politica del generale ha cambiato gli equilibri.
Da un ulteriore sondaggio risulta che FN pesca soprattutto da Lega, FdI e anche dal M5S, quindi qualcosa ‘mangia’ anche al ‘campo largo’.
L’ipotesi centrista non funziona
Se i potenziali centristi di Calenda, Renzi, + Europa e Lupi si unissero a Forza Italia in una ipotetica coalizione inedita raggiungerebbe il 15,5. Troppo poco per poter aspirare ad un nuovo centro, senza considerare le differenze politiche che pur esistono. Allo stato è più probabile che rimangano nelle attuali coalizioni, perché per esistere un vero centro deve avere una massa critica superiore o almeno pari alla destra e alla sinistra.
Rimane la variabile Vannacci. Senza di lui il centrodestra perde. E su questo ci devono riflettere bene sia il generale sia la Meloni, Tajani, Salvini e Lupi.
