Fondazione Cariverona lancia il bando “Nutrire il cambiamento – Agricoltura sostenibile e rigenerazione locale”, mettendo a disposizione 2,5 milioni di euro per sostenere progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, alla rigenerazione del territorio e all’imprenditoria giovanile nelle province di Verona, Vicenza, Belluno, Mantova e Ancona.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rafforzare il legame tra agricoltura, comunità e territorio, promuovendo il recupero di spazi inutilizzati, la valorizzazione della biodiversità agricola e il sostegno a nuove opportunità economiche e sociali, con particolare attenzione alle aree interne e marginali.

Il bando di Cariverona

Il bando si articola in due linee di intervento.

La prima è dedicata all’agricoltura urbana e periurbana, con finanziamenti destinati al recupero di terreni e spazi abbandonati o sottoutilizzati da trasformare in luoghi produttivi, educativi e di aggregazione. Per questa misura sarà possibile richiedere contributi compresi tra 80mila e 150mila euro, con un cofinanziamento minimo del 20%.

La seconda linea punta invece a sostenere l’imprenditoria agricola giovanile under 40 nelle aree interne e marginali, attraverso percorsi di formazione, tutoraggio e accompagnamento. In questo caso il contributo potrà arrivare fino a 50mila euro e non è previsto alcun cofinanziamento.

«Il tema agricolo non riguarda solo chi lavora la terra: riguarda tutti noi», afferma il presidente di Fondazione Cariverona, Bruno Giordano«In un momento storico in cui i territori competono sulla loro capacità di attrarre giovani, competenze e investimenti, dobbiamo guardare all’agricoltura sostenibile come a una leva di futuro. Recuperare un terreno abbandonato, dare spazio a un giovane che vuole fare impresa agricola, valorizzare una coltura locale significa creare condizioni perché le persone restino, tornino e investano».

Foto presidente Bruno Giordano
il presidente di Cariverona Bruno Giordano

Secondo la Fondazione, il consumo di suolo, la perdita di biodiversità agricola e lo spopolamento delle aree più fragili rappresentano fenomeni strettamente collegati. Per questo il bando privilegia progetti di sistema, basati sulla collaborazione tra enti pubblici, realtà del Terzo settore, imprese, istituzioni educative e comunità locali.

«Le buone idee non bastano se restano sole. Serve la capacità di mettere intorno allo stesso tavolo soggetti diversi, ciascuno con un ruolo preciso. È così che un terreno diventa un progetto, un progetto diventa una filiera e una filiera può diventare sviluppo», aggiunge Giordano.

I progetti potranno avere una durata massima di 24 mesi e potranno essere presentati da enti pubblici e soggetti non profit con sede o operatività nelle province interessate.

Le candidature dovranno essere inviate esclusivamente online entro le ore 13 di venerdì 25 settembre 2026, attraverso l’Area Riservata del sito di Fondazione Cariverona.