(Antonella Traina) Sarà Verona la Capitale italiana del volontariato 2027. La città si è aggiudicata la vittoria su Napoli e Perugia dopo aver partecipato a un bando promosso da CSVnet, l’associazione che riunisce i 49 Centri di servizio per il volontariato, Forum Terzo Settore, Caritas italiane e l’Anci, associazione nazionale comuni italiani.
La città è risultata vincitrice del bando nazionale promosso da CSVnet – l’associazione dei 49 Centri di servizio per il volontariato – in partenariato con Forum Terzo Settore e Caritas Italiana, in collaborazione con ANCI. I progetti sono stati valutati da una commissione composta dai rappresentanti del Consiglio direttivo di CSVnet, dal presidente del Csv Modena, Capitale in carica e dai referenti del Forum terzo settore e Caritas Italiana.
“Le tre candidature – hanno dichiarato i promotori – restituiscono uno spaccato articolato e rappresentativo del volontariato nei diversi contesti territoriali del Paese, mettendo in evidenza approcci e priorità differenti ma accomunati da una forte capacità di attivazione delle comunità locali. La Capitale italiana del volontariato è uno strumento che punta proprio a rafforzare queste connessioni e a rendere più visibile il contributo del volontariato nei diversi ambiti della vita sociale”
Nel prossimo anno la città scaligera accenderà i riflettori sul variegato mondo del Terzo settore che ha sempre caratterizzato la nostra città.

Sono infatti 500 le organizzazioni iscritte al Registro unico nazionale del terzo e quasi 950 associazioni di promozione sociale. In totale, fra città e provincia, oltre 6.200 gli enti non profit attivi. Culturale, sociale ed educativo gli ambiti in cui operano. Una realtà articolata che coinvolge migliaia di volontari – 85mila persone attive in tutta la provincia – e che contribuisce in modo significativo alla vita della comunità locale, anche attraverso iniziative rivolte ai giovani e percorsi di inclusione.
Ma accanto agiscono anche altri attori: scuola e università, filantropia e sistema imprenditoriale, ordini professionali e settori chiave della vita pubblica, dalla sanità alla giustizia, dallo sport alla cultura, fino alla comunicazione.
La nomina ha suscitato una reazione di soddisfazione da parte delle autorità pubbliche e non-
“Ora dovremo dare il via a una fase operativa vera e propria – dice Roberto Veronese, presidente del Csv di Verona – Potremo costruire una nuova collaborazione con enti, istituzioni, associazioni, cittadini e gruppi in modo da incidere ancora di più sul territorio”.
“La città di Verona si è sempre distinta per il numero e la quantità di associazioni presenti sul territorio _ commenta Damiano Tommasi– Questa nomina è una soddisfazione per l’amministrazione comunale e riconosce un impegno diffuso e consolidato”.
“Sarà una grande responsabilità, nel 2027, celebrare queste associazioni e queste tante persone che rendono onore non solo a Verona, ma al nostro Paese che sul volontariato sicuramente in tempi come adesso dovrebbe ancora di più fare leva per una coesione sociale che ha bisogno davvero di tanta energia positiva”.
Secondo il vescovo Domenico Pompilil presidente, tra l’altro, della Caritas Diocesana veronese “si tratta di un riconoscimento importante per le tante persone impegnate in vari ambiti, da quello sanitario a quello culturale, solo per fare due esempi” .
“Ma, nello stesso tempo, è anche un investimento sul futuro perché il volontariato oggi chiede un maggior coinvolgimento soprattutto da parte dei giovani ed è necessario un ripensamento perché possa essere forza di solidarietà dentro una società complessa e parcellizzata come quella attuale” .
“Diventare Capitale del Volontariato per l’anno 2027 ci onora -dice Don Matteo Malosto, Direttore Caritas Diocesana Veronese -:, non solo per il prestigioso riconoscimento, ma soprattutto perché dimostra che il sistema esistente fatto di reti, interconnessioni e condivisione è vincente. Ora abbiamo l’opportunità di crescere, perché in questo mondo malato di guerra oggi più che mai il volontariato deve essere un laboratorio di nuova umanità.”
Per Tiziana Boggian, portavoce del Forum del Terzo Settore Veneto, la nomina richiama anche una tradizione consolidata. “Questa è un’ opportunità importante per la vita dei nostri territori, dato che riprende concetti della nostra tradizione veneta legata alla cultura del dono, della sussidiarietà, soprattutto in questa fase critica che vivono le nostre comunità, in cui ci sono problemi sempre più complessi. Ma è necessario lavorare a sistema e valorizzare tutte le risorse dell’associazionismo, della cooperazione e dell’economia locale in stretta collaborazione con l’ente pubblico nelle sue diverse articolazioni”.
