La Giunta accoglie la manifestazione di interesse per riqualificare il Bentegodi e boccia la proposta di partenariato pubblico-privato alla Marangona
(fi.to) Doppio passaggio decisivo sul futuro dello Stadio Bentegodi. La Giunta comunale ha accolto la manifestazione preliminare di interesse presentata il 3 luglio da Hellas Verona FC per la riqualificazione dell’impianto nell’attuale sede, mentre ha preso atto dell’assenza dei presupposti per procedere con la proposta di nuovo stadio nell’area della Marangona.
La strada indicata dall’amministrazione resta dunque quella del recupero e della trasformazione del Bentegodi nel sito attuale. Secondo l’iter prospettato dalla società gialloblù, il prossimo passaggio sarà la presentazione di uno studio di fattibilità e di un progetto preliminare entro il mese di settembre.

L’accoglimento della richiesta conferma la sussistenza di un interesse pubblico preliminare all’elaborazione di una possibile proposta di finanza di progetto. Un percorso che si inserisce nella volontà dell’amministrazione Tommasi di proseguire il lavoro avviato sul finire del 2022, quando Verona era stata inserita tra le possibili sedi di gara dei Campionati Europei 2032.
Nella stessa giornata, il Comune ha trasmesso una comunicazione alla FIGC, informando la Federazione delle novità intervenute e aggiornando il quadro sulle possibili tempistiche dell’intervento.
Parallelamente, la Giunta ha affrontato anche la proposta di partenariato pubblico-privato arrivata al Comune il 10 luglio da uno dei soggetti che nei mesi scorsi avevano manifestato interesse per la realizzazione di un nuovo stadio. La proposta individuava nella Marangona l’area per costruire il nuovo impianto, ma dalla verifica istruttoria delle Direzioni competenti è emersa l’assenza dei presupposti per convocare la Conferenza dei Servizi preliminare prevista dalla cosiddetta Legge Stadi.
Il progetto, secondo quanto comunicato dal Comune, non risulta conforme dal punto di vista urbanistico ed è in contrasto con le previsioni del PAQE e con le disposizioni applicative approvate attraverso l’Accordo di Programma ratificato dal Consiglio comunale.
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Criticità anche sul piano economico-finanziario. L’intervento è stato giudicato insostenibile, anche perché non avrebbe conteggiato alcuni costi rilevanti, tra cui l’interramento degli elettrodotti, le opere di urbanizzazione primaria, le bonifiche ambientali dopo l’eventuale demolizione dell’attuale stadio e i costi di esproprio delle aree private. La proposta prevedeva inoltre un intervento pubblico di circa 180 milioni di euro.
La scelta della Giunta sembra quindi orientare con chiarezza il futuro dello stadio veronese: non una nuova costruzione fuori dall’attuale sedime, ma la riqualificazione del Bentegodi, ritenuta più coerente con gli obiettivi programmatori del Comune.
Il tema resta comunque destinato a restare centrale nel dibattito cittadino. Da un lato c’è l’esigenza di dotare Verona di uno stadio moderno, funzionale e compatibile con gli standard internazionali; dall’altro la necessità di evitare operazioni urbanistiche ed economiche difficilmente sostenibili. La partita, ora, si sposta sul progetto che Hellas Verona dovrà presentare entro settembre: sarà quello il primo vero banco di prova per capire tempi, costi e ambizioni della riqualificazione del Bentegodi.
