Pressi: adesso la palla degli Europei passa alla politica

È di pochi minuti fa la notizia dell’invio della candidatura ufficiale da parte del Comune di Verona dello stadio “Bentegodi” quale sede ospitante degli europei di calcio del 2032 che si svolgeranno in Italia e in Turchia, coinvolgendo in totale 10 stadi, di cui 5 in Italia. 

Oggi la data, individuata dalla FIGC e dal Governo, come termine per le città interessate per inviare la propria candidatura.

Il Comune di Verona nel tardo pomeriggio ha reso noto di aver inviato il proprio dossier alla Federazione, in cui si prevede la ristrutturazione dello stadio “Bentegodi” in accordo con l’Hellas Verona F.C.

Sul punto, interviene il consigliere regionale veronese, capogruppo della “Lista Stefani”, Matteo Pressi, il quale la scorsa settimana aveva auspicato la candidatura della città di Verona quale sede ospitante di Euro2032, depositando a tal fine un documento di sostegno in Consiglio regionale: “considero molto favorevolmente la scelta dell’amministrazione comunale di lanciare la candidatura di Verona. È una grande opportunità per riportare nella nostra città un evento sportivo di rilevanti dimensioni, dopo le olimpiadi di Milano-Cortina 2026, con le relative ricadute sul piano turistico e sul piano dell’immagine”.

Foto di Matteo Pressi fautore della la candidatura di Bardolino a Capitale italiana della Cultura 2029.
Matteo Pressi .

Un’analisi, quella del consigliere regionale, che non si limita solo agli aspetti di carattere turistico, infatti, come descritto anche all’interno della risoluzione depositata nell’Assemblea legislativa veneta per sostenere la candidatura veronese, “gli europei di calcio muovono un giro d’affari di 4 miliardi e 600 milioni di euro, e rappresentano quindi anche un’opportunità di lavoro e sviluppo per tantissimi settori”.

Inoltre, come evidenzia Pressi, “l’inclusione dello stadio veronese tra quelli potenzialmente idonei ad ospitare l’evento, anche in caso di mancata assegnazione, produrrà comunque un effetto positivo: le norme vigenti, infatti, prevedono la possibilità di utilizzare procedure accelerate e semplificate per la ristrutturazione e la messa a norma non solo degli stadi assegnatari dell’evento ma anche di quelli individuati come idonei, come nel caso del “Bentegodi”. Già da questo punto di vista, la città terrebbe un beneficio”. 

In conclusione, Pressi sottolinea: “ora è compito della politica unirsi e sostenere in maniera unanime la candidatura veronese. Si tratta di un’opportunità per la nostra città e per il nostro territorio e da questo punto di vista dobbiamo fare squadra. Se gli europei non arriveranno a Verona, andranno in qualche altra località, assieme alle ricadute positive”.