(Angelo Paratico) Alla fine del 2025 tutti i media del mondo diffusero la notizia che Adolf Hitler fosse affetto dalla sindrome di Kallmann e che, implicitamente, questa avesse in qualche modo determinato il suo carattere e la sua condotta.

Questi risultati parevano avere una base scientifica, perché la ricercatrice Turi King dell’Università di Bath aveva analizzato un pezzo della tappezzeria del divano su cui Hitler si era sparato. Il colonnello Roswell Rosengren dell’esercito americano, uno degli addetti stampa del generale Eisenhower, nel maggio 1945, durante una visita consentita dai sovietici che avevano occupato Berlino, all’interno del Führerbunker, riuscì a recuperare un pezzo di stoffa sporco di sangue dal divano su cui il dittatore nazista si era tolto la vita pochi giorni prima, sparandosi un colpo di pistola in bocca.
Non mancano però le perplessità sull’intera ricerca a partire proprio dal campione con le tracce ematiche di Hitler, e dalla loro corrispondenza col sangue del dittatore: il pezzo di stoffa è stato fra l’altro trovato dopo decenni nel museo americano di Gettysburg. Ma i ricercatori non sono riusciti a ottenere un campione di Dna fresco da nessuno dei discendenti in vita di Hitler in Austria e negli Stati Uniti, tutti comprensibilmente restii all’esposizione mediatica. I risultati non sono mai stati sottoposti a revisione tra pari, ma sono stati oggetto di un documentario in due parti trasmesso da Channel 4 intitolato «Hitler’s DNA: Blueprint of a Dictator».
La sindrome genetica di Kallmann
Uno dei molti sintomi della sindrome di Kallmann sarebbe il mancato sviluppo del pene, e la mancata discesa nello scroto dei testicoli, ma il sintomo più evidente sarebbe la mancanza di olfatto in chi ne soffre, eppure Hitler aveva un ottimo olfatto e possedeva la capacità di farsi crescere la barba e i baffi, così come il tono della sua voce era molto basso nell’unica registrazione nota in cui parla normalmente, e questo implica che avesse raggiunto la pubertà.
Il suo medico Erwin Giesing, il medico personale Theodor Morell e il pediatra d’infanzia Eduard Bloch affermarono che i testicoli di Hitler erano normali. Sia l’analisi che la sua presentazione nel documentario sono state criticate da diversi genetisti e scrittori scientifici in quanto speculative ed eccessivamente sensazionalistiche; alcuni si sono uniti ai conduttori nel mettere in guardia dal determinismo biologico e dall’attribuire un’importanza eccessiva ai punteggi di rischio poligenico.
Uno studio del 2008 pubblicato sull’European Journal of Human Genetics aveva esaminato un ampio gruppo di pazienti affetti dalla sindrome di Kallmann. I ricercatori hanno scoperto che le persone che presentavano chiaramente la malattia erano quelle che portavano due copie danneggiate del gene PROK2, mentre gli individui con una sola copia danneggiata (come Hitler) apparivano completamente sani.
Sono necessarie due copie difettose, o altri geni difettosi correlati allo sviluppo puberale, affinché la sindrome di Kallmann si manifesti. E molte persone perfettamente normali e fertili presentano lo stesso tipo di mutazioni a copia singola riscontrate in Hitler. Dato che questa conclusione proviene da genetisti professionisti, sembra un’incredibile errata interpretazione dei loro stessi risultati, che ora sono stati ulteriormente gonfiati dai media. Mentre è stata esclusa la discendenza ebraica del dittatore responsabile della Shoah, altro aspetto al centro di speculazioni e sospetti da decenni.

La prova che i genitali di Hitler fossero normali. Un importante dettaglio sfuggito a tutti.
Adolf Hitler si arruolò nell’esercito tedesco nell’agosto 1914. Il pene e i genitali dei volontari e dei coscritti venivano esaminati con teutonica accuratezza durante la visita medica di leva. All’inizio di quella terribile guerra i volontari erano moltissimi, perché pensavano che avrebbero vinto nel giro di qualche settimana, e dunque gli esaminatori potevano permettersi di rifiutare chi non giudicavano completamente idoneo.
L’esame dell’apparato genitale maschile era una prassi standard, rigidamente codificata dai regolamenti medici militari dell’Impero Tedesco. I medici militari effettuavano questa ispezione visiva e manuale per ragioni sia anatomiche che sanitarie. Le ragioni dell’ispezione dei genitali non avevano finalità morali, ma strettamente pratiche e operative per valutare l’idoneità al servizio al fronte.
L’identificazione di malattie veneree, come sifilide e gonorrea erano importanti perché potevano decimare l’efficacia in combattimento di interi reparti. I medici cercavano piaghe, ulcere o secrezioni sospette. Verificavano l’esistenza di malformazioni o patologie fisiche e dovevano segnalare condizioni come l’idrocele (accumulo di liquido nei testicoli), le ernie inguinali e la fimosi serrata. Queste patologie, sotto lo sforzo delle lunghe marce o del trasporto di pesanti equipaggiamenti, avrebbero reso il soldato immediatamente inabile mettendo in pericolo il suo intero battaglione. La prevenzione epidemiologica con l’isolamento dei soggetti infetti prima dell’invio nelle caserme o nelle trincee era l’unico modo per evitare contagi di massa.
I candidati dovevano spogliarsi completamente di fronte alla commissione medica. La palpazione dei testicoli e la richiesta di scoprire il glande per verificare la presenza di fimosi o infezioni venivano vissute da molti giovani come un momento fortemente umiliante, a causa della totale mancanza di riservatezza. Questa tipologia di controllo non si limitava all’arruolamento iniziale, perché una volta al fronte, i soldati venivano periodicamente sottoposti a ispezioni genitali a sorpresa per monitorare l’igiene e lo sviluppo di infezioni contratte nei bordelli o da prostitute indipendenti.
Se Hitler avesse avuto delle malformazioni al pene, come vorrebbe far credere la King per dimostrare le sue tesi preconcette, sarebbe stato sicuramente scartato. La genetica o la psichiatria non c’entrano nulla con l’ascesa di Hitler, perché fu la Germania a inventare Hitler, non Hitler a inventare quella Germania.
