(Claudio Beccalossi) Impenitente degrado nei pressi dell’area di sosta di via Marcantonio Bassetti (più conosciuta come Parcheggio Porta Vescovo), attigua alla cinta magistrale ed in prossimità del sistema fortificato difensivo asburgico che comprende il Bastione delle Maddalene

Degrado a ridosso della cinta magistrale a Porta Vescovo. 19

La situazione sta ulteriormente degenerando, forse anche per mancati od insufficienti controlli da parte delle forze dell’ordine e della polizia locale. 

Una verifica alla buona in quel luogo di presumibile spaccio ed accertato consumo di sostanze stupefacenti inizia dalla cancellata d’accesso divelta ed addossata da tempo alle mura. Logica elementare pretenderebbe il ripristino corretto della chiusura da parte di “distratti” organismi pubblici preposti. Ma tant’è…

Degrado a ridosso della cinta magistrale a Porta Vescovo. 21

Tra erba secca e terriccio, poi, si rinvengono (oltre ad una bicicletta senza sella abbandonata) vecchie siringhe lasciate da quanti lì si bucavano e, nel salto della prassi autolesionista, molte strisce di carta stagnola (da fogli d’alluminio) annerite per la preparazione tramite  riscaldamento con una fiamma (in genere, un accendino, quelli pure individuabili a iosa nel posto) ed il conseguente consumo per via inalatoria con un tubicino, pratica nota quale chasing the dragon (“inseguire il drago”) riguardo all’uso di sostanze specifiche. 

Degrado a ridosso della cinta magistrale a Porta Vescovo. 4

La carta stagnola serve da supporto termico per riscaldare la droga senza bruciarla completamente. Il calore attivato sotto al ritaglio d’alluminio vaporizza la materia e quanto prodotto viene fumato. 

Degrado a ridosso della cinta magistrale a Porta Vescovo. 29

La procedura riguarda soprattutto l’assunzione di eroina (scaldata sulla stagnola, liquefà e produce fumo); crack o freebase, cocaina base (fumata sistemando lo stupefacente su fogli d’alluminio bucherellati o tramite opportune pipe artigianali con retina d’acciaio o cenere); metanfetamine (scaldate a loro volta indirettamente su Pyrex – vetro borosilicato molto resistente al forte calore – o carta stagnola, secondo pseudo standard d’uso chiamato pure hot rail, “rotaia calda”, particolarmente dannoso perché unisce l’inalazione nasale, “il tiro”, al fumo). 

La presenza documentata di bicarbonato nel sito, conferma la ritualità preparatoria del crack. Il bicarbonato di sodio, infatti, serve a trasformare la cocaina cloridrato (cocaina in polvere) in cocaina base (il crack appunto, secondo processo di alcalinizzazione) per renderla fumabile (inalando i vapori). Il consumo di tali sostanze servendosi della carta stagnola comporta gravi pericoli biologici e chimici.

Degrado a ridosso della cinta magistrale a Porta Vescovo. 8

La fumeria di Porta Vescovo

L’apice dell’anarchia comportamentale senza freni è raggiunto dal tratto terminale del vallo che costeggia la massiccia cinta muraria, davanti all’imbocco d’una condotta in calcestruzzo piena all’inverosimile d’immondizia varia. Dove, tra rifiuti, bottiglie di vetro e plastica e lattine schiacciate, qualcuno ha creato una sorta di fumeria dietro una transenna mobile (posta verticalmente e prelevata chissà dove) ed altro ciarpame. Tra pannello e conduttura sta un improprio seggiolino per bambini da auto, su un terreno cosparso di pezzi di carta stagnola bruciacchiata in una faccia. Ammonticchiata sulla condotta-tavolinetto è a disposizione (sic) un abbondante quantitativo di bicarbonato di sodio.

Il desolante stato di cose irrisolto da anni troverà, finalmente, interesse e rimedio istituzionale? 

Degrado a ridosso della cinta magistrale a Porta Vescovo. 35