Era stata la Lega a sollevare il problema della moschea a S.Michele

Si conclude con lo sfratto la vicenda del locale di via Monti 9, al centro di uno scontro politico sul rispetto delle destinazioni d’uso e dei luoghi di culto in città. L’immobile, autorizzato formalmente come esercizio commerciale, veniva utilizzato come centro di preghiera islamico.

La svolta è arrivata a seguito dei sopralluoghi del Controllo Edilizio Comunale, scattati su sollecitazione degli esponenti della Lega. La relazione dei tecnici ha confermato la difformità tra la destinazione d’uso assentita (negozio) e l’effettivo utilizzo della struttura come moschea.

moschea

Nicolò Zavarise, consigliere comunale leghista: «L’utilizzo di un immobile per una funzione non autorizzata non poteva essere tollerato. Non ci si può nascondere dietro l’etichetta di “centro culturale” per far finta che il problema non esista o per rendere le regole più elastiche in nome dell’integrazione. A Verona non vogliamo moschee abusive e le norme devono valere per tutti».

Tommaso Savoia, Consigliere 7ª Circoscrizione: «Abbiamo chiesto verifiche e i fatti ci hanno dato ragione. Con lo sfratto si ripristina la correttezza delle regole, a dispetto di chi provava a difendere l’indifendibile accusandoci di fare polemica».

Paolo Borchia, eurodeputato e segretario provinciale): «La libertà religiosa non può diventare un alibi per violare le norme urbanistiche. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un atteggiamento fin troppo lassista verso certe realtà, come evidenziato anche da iniziative quali l’Iftar in Gran Guardia. In futuro servirà un approccio diverso: rispetto per tutti, ma nessun trattamento di favore».