(Alessandro Rancani) Tra le parole che da sempre più mi affascinano c’è “Civiltà”. Al di là della sua origine etimologica, questo termine racchiude un significato profondo. In una sola parola troviamo il connubio di aspetti culturali, sociali e spirituali che caratterizzano una comunità. A differenza di una semplice società, una civiltà si definisce tale perché i suoi membri condividono regole e prospettive che nascono dal passato e fanno da guida per il futuro. La Civiltà è un percorso, una conquista, il vero progresso.

Il suo opposto è l’inciviltà: la dissoluzione della comunità in singoli egoismi, l’interruzione di un cammino comune, il caos.L’era dei disvalori e l’autoestinzioneLe civiltà si estinguono per annientamento da parte di un invasore o per autoestinzione. Nell’era moderna, il miraggio dell’appagamento materiale ed effimero ha sostituito l’eternità della bellezza artistica e architettonica, specchio di una visione condivisa. Oggi l’educazione e il rispetto vengono sopraffatti dall’insolenza, mentre l’etica cede il passo ai disvalori.L’ultimo baluardo di una civiltà è la difesa dei membri della sua stessa comunità, elemento essenziale per sopravvivere e prosperare.

La nostra cultura, dopo essere stata un faro per millenni, negli ultimi decenni ha subito attacchi pesanti. Il progressismo, le dinamiche migratorie e l’abiura dei valori spirituali hanno ridotto l’Italia e l’Europa a un malato terminale.

roman forum 7232340 1280

Il voto in Veneto sul suicidio assistito e il “requiem” della politica

È proprio la stretta attualità a offrirmi lo stimolo per l’ennesima riflessione sulla strada che abbiamo intrapreso, una strada che porta dritta alla tomba. Ieri il Consiglio regionale del Veneto ha approvato a larga maggioranza la legge sul suicidio assistito, prima tra le regioni a guida di centro-destra. Non mi sorprende — poiché ormai da tempo non faccio distinzioni tra schieramenti — che i rappresentanti di facciata di un mondo che dovrebbe difendere la sacralità della vita abbraccino disvalori opposti al mandato ricevuto dagli elettori in buona fede.

A guidare la recita del requiem della nostra civiltà troviamo quasi tutti i consiglieri della Lega, apparsi decisamente più determinati nell’approvazione del “fine vita” che nell’attuazione dell’autonomia, votata dalla quasi totalità dei veneti.La peggiore delle inciviltàLa riflessione porta a una sola conclusione. Una civiltà che anziché assistere i propri cittadini nei momenti di massima fragilità li agevola a rinunciare alla vita, ha cessato di esistere.Una comunità che legalizza l’interruzione della vita dei suoi membri, dal concepimento alla morte naturale, è peggiore di un esercito invasore. Rappresenta il tradimento definitivo dei propri valori e l’incapacità di garantire un futuro ai propri cittadini. In una parola: la peggiore delle inciviltà.