(di Francesca Romana Riello) Oncologia, lo stesso medico dalla diagnosi alle cure: dalla prima diagnosi alle terapie, fino ai controlli che possono proseguire per anni, il medico resta lo stesso. È la scelta su cui punta il Servizio di Oncologia di Borgo Trento dedicato ai tumori gastrointestinali, dove la continuità non riguarda soltanto le cure, ma anche chi accompagna il paziente durante la malattia.
Il riferimento non cambia nemmeno quando nel percorso intervengono specialisti diversi: terapie, esami e visite si susseguono, ma il rapporto con chi segue il paziente resta lo stesso.
Il Servizio è diretto da Michele Pavarana, affiancato dall’oncologa Camilla Zecchetto, e prende in carico pazienti con tumori di esofago, stomaco, duodeno, intestino, colon, retto, ano, fegato, vie biliari e pancreas. Un’attività costruita in oltre vent’anni di esperienza nell’ambito delle neoplasie dell’apparato digerente.
Un punto fermo durante la malattia
L’organizzazione ruota attorno a un’idea precisa: lo stesso medico di riferimento dall’inizio alla fine del percorso. Una scelta che diventa ancora più importante quando le cure si allungano nel tempo e l’ospedale finisce per entrare nella quotidianità del paziente.
«Poter fare riferimento sempre alla stessa équipe medica permette al paziente di acquisire sicurezza e punti fermi», spiega Pavarana. Con chi è in trattamento da diversi anni, aggiunge, «si sviluppa un legame profondo basato sulla fiducia reciproca».
Attorno all’oncologo lavorano chirurghi, endoscopisti, radiologi, radioterapisti, anatomo-patologi, gastroenterologi, psicologi e nutrizionisti, insieme ai medici di medicina generale e ai servizi di cure palliative, dentro e fuori dall’ospedale. Cambiano le professionalità coinvolte, ma il riferimento oncologico resta lo stesso.
Oncologia, lo stesso medico dalla diagnosi alle cure
I numeri danno la misura dell’attività. Da gennaio ad agosto 2026 sono state effettuate 290 prime visite. La previsione per la fine dell’anno è di arrivare tra 400 e 450 nuove diagnosi, un dato in linea con quello degli anni precedenti.
I pazienti hanno dai 18 agli oltre 80 anni e una parte arriva anche da fuori Veneto.
Una diagnosi oncologica apre un percorso di visite, terapie e controlli che può durare anni. Ritrovare lo stesso medico significa avere davanti qualcuno che conosce già il percorso fatto fino a quel momento.
«Riuscire a cogliere le esigenze della persona anche oltre gli aspetti puramente clinici rappresenta il reale valore aggiunto del nostro lavoro», sottolinea Pavarana, che indica nella qualità della vita durante il percorso terapeutico uno degli aspetti su cui la continuità può incidere.

Come si accede al servizio
Il Servizio si trova al quarto piano del Padiglione Geriatrico, lato Mameli, a Borgo Trento. Per la prima visita oncologica si accede con l’impegnativa del medico di medicina generale oppure attraverso l’invio diretto da parte dei reparti ospedalieri.
Le prenotazioni possono essere effettuate attraverso il Cup o direttamente contattando la struttura.
Un’organizzazione che prova così a tenere insieme due aspetti della cura: il lavoro delle diverse specialità e la continuità del rapporto tra medico e paziente.
