(Claudio Beccalossi) È una vegetazione troppo… esuberante ed invadente (alberi d’alto fusto, arbusti e rampicanti) quella che strabocca sul tratto iniziale di circonvallazione Raggio di Sole dall’area recintata di pertinenza dell’ex carcere di via del Fante (tradizionalmente noto come il Campone), dismesso nella primavera del 1995 e rimpiazzato dalla nuova casa circondariale di Montorio.

Lasciato in deplorevoli condizioni d’abbandono, il complesso costituiva elemento delle caserme erariali austriache del Campone (denominate originariamente Aerarialcasernen Campone) di fanteria e cavalleria, progettate e realizzate tra il 1847 ed il 1854 dalla Direzione del Genio di Verona (Genie-Direktion Verona, inserita nelle forze armate dell’Impero austriaco). Negli ultimi cambi di destinazione d’uso, la caserma di fanteria aveva assolto funzioni, appunto, di reclusione mentre quella di cavalleria era diventata sede del tribunale.

Riconversioni funzionali a parte, ciò che chiunque può oggi constatare direttamente, tra l’angolo con via del Fante e l’ingresso riservato ad automezzi autorizzati al parcheggio interno del Tribunale civile e penale, è un’incuria che riguarda non solo le piante che esondano dal degradato verde esterno dell’ex prigione nell’interrogativo esistenziale od i noiosi sgorbi graffitari, ma pure lo stesso marciapiede dissestato, con larghe chiazze d’asfalto mancanti.
Un fattore d’insicurezza pedonale ed eventuale causa di cadute accidentali (con anziani malauguratamente coinvolti) che andrebbe rimediato con urgenza, pure per decoro urbano, senza indugi di sterile burocrazia.

