Si è conclusa domenica, con un finissage aperto al pubblico nel Parco G. Zanella, la mostra «Croci incomplete» di Sergio Padovani, tra gli appuntamenti principali della seconda edizione di «Soave Impressioni d’Arte», il progetto di mostre ed eventi culturali promosso dal Comune di Soave e dall’associazione SoaveCultura.

L’esposizione, allestita da giugno nella Chiesa di Santa Maria dei Padri Domenicani, ha registrato oltre 10mila presenze, attirando a Soave visitatori provenienti dal Veneto e da diverse zone del Nord Italia. Un risultato che conferma la capacità del borgo, già riconosciuto come Borgo dei Borghi 2022, di ampliare la propria proposta culturale e di costruire un percorso sempre più legato anche all’arte contemporanea.

Curata dalla storica dell’arte Roberta Tosi, la mostra ha riunito venti opere nelle quali Padovani mette in dialogo suggestioni della pittura classica e medievale con una ricerca personale incentrata sulla condizione dell’uomo contemporaneo. Colori, bitume e resina contribuiscono a creare immagini intense, attraverso le quali l’artista affronta temi come inquietudine, identità, relazioni e legami familiari.

«Se tralasciamo per un attimo la valenza religiosa, la mostra “Croci incomplete” parla del nucleo che viene creato attraverso due linee perpendicolari derivanti dai quattro punti cardinali», ha spiegato Padovani. «Individuo in questo nucleo, in questo fulcro, l’essenza della mia pittura. Io sono contagiato da ogni cosa, da ogni derivazione, da ogni direzione». Per l’artista, il riferimento al sacro non coincide esclusivamente con la dimensione religiosa, ma riguarda ciò che assume un valore fondamentale nella vita quotidiana: «La famiglia, i figli, il lavoro, l’amore. Questa mostra vuole essere un percorso esistenziale che attraversa la condizione umana».

Proprio alla riflessione sui significati dell’esposizione è stato dedicato il finissage, intitolato «Dentro croci incomplete», che si è svolto nel Parco G. Zanella. L’appuntamento ha messo attorno allo stesso tavolo l’artista, la curatrice e alcuni dei protagonisti del progetto culturale: il sindaco Denis Adami, il consigliere regionale Matteo Pressi, il presidente di Fondazione The Bank Ets, partner scientifico dell’iniziativa, Antonio Menon, e il presidente di SoaveCultura, Luigino Mericiani.

Durante l’incontro è stato sottolineato non soltanto il valore artistico della mostra, ma anche il suo ruolo nella promozione del territorio. Le oltre 10mila presenze rappresentano infatti un dato significativo per un’iniziativa che punta a fare dell’arte contemporanea un ulteriore elemento di attrattività per Soave, affiancandola al patrimonio storico, paesaggistico ed enogastronomico del borgo.

Il finissage è stato inoltre l’occasione per anticipare la prossima grande mostra già in programma per il 2027. A illustrarne i primi contenuti è stato Matteo Pressi, consigliere regionale e, per l’occasione, delegato alla cultura e al turismo del Comune di Soave.

«Nel gennaio 2027 ricorreranno i 50 anni dalla morte di Alessandro Zenatello, uno dei pittori veronesi novecenteschi più talentuosi, con ben due partecipazioni alla Biennale di Venezia, nel 1912 e nel 1935», ha annunciato Pressi. «A lui dedicheremo una grande mostra che farà scoprire e riscoprire il suo genio artistico».